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Il post “Maleducazione consapevole” mi ha fatto tornare alla mente un recente articolo dell’Harward Business Review, “The Price of Incivilty“, relativo ai risultati di ricerche condotte dalle autrici sulla maleducazione e sugli effetti che questa può avere sul benessere dei colleghi e sui profitti dell’azienda. I risultati sono piuttosto sconcertanti: quasi la metà degli intervistati, vittime di scortesie sul luogo di lavoro, hanno dichiarato di avere ridotto intenzionalmente tempo e impegno alla propria attività; senza contare le elevatissime percentuali di coloro che hanno sentito calare il sentimento di fedeltà alla propria azienda (78%) o hanno dedicato molto meno tempo al lavoro, perché turbati dall’atteggiamento sgarbato subito (80%).

Una sintesi degli effetti collaterali? Diminuzione della creatività, del rendimento, ma anche dello spirito di squadra. Da non sottovalutare, inoltre, il disagio causato dall’azione sgarbata: i clienti trattati in malo modo o che assistono ad un comportamento incivile tra colleghi, nella maggior parte dei casi, fuggono.

Fortunatamente le autrici offrono qualche consiglio sulla possibile gestione. Innanzitutto, scrivono, il leader deve lavorare su se stesso, ponendosi come un “modello di buon comportamento“. Ma non basta, occorre anche agire sull’Organizzazione, assumendo persone educate, ad esempio. Pare un suggerimento sciocco, ma se si desidera avere collaboratori cortesi, occorre fare una buona selezione iniziale. Se l’attività di scelta non ha sortito i risultati sperati, possono essere utili delle tecniche ad hoc per insegnare la buona educazione, o quanto meno correggere l’arroganza più manifesta. Come? Attraverso i giochi di ruolo, o videoregistrando alcuni momenti di interazione tra colleghi da analizzare insieme in un momento successivo.

Inoltre, è buona cosa elaborare insieme al proprio team una serie di regole comportamentali da rispettare, sanzionabili o ricompensabili a seconda della cattiva o buona condotta dei diretti interessati. Si parla, ad esempio, di cartellini rossi per i più maleducati (costretti quindi a stare in silenzio per un tempo prestabilito) e di premi in denaro per chi, invece, si mostra beneducato (consiglio vivamente la lettura integrale dell’articolo!).

Davvero interessanti i suggerimenti proposti, tuttavia mi chiedo: e la permalosità? La scarsa capacità ad ammettere le proprie mancanze? Le persone sgarbate e arroganti ne hanno spesso da vendere, non è che molte di queste respingerebbero le nostre osservazioni?