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L’estate spesso è occasione per “ricaricarsi” o, come diciamo noi italiani, “staccare la spina”…

Abbiamo fatto nuove e stimolanti esperienze o abbiamo scelto di riposare? In entrambi i casi la pausa dal lavoro è stata anche e soprattutto l’occasione per creare un po’ di distanza dall’ambito professionale per poi riprendere con aumentata energia.

E’ un po’ paradossale usare queste metafore vista la crisi energetica corrente, mentre non lo è parlare oggi del tema, molto caldo, della sostenibilità aziendale.

Fiumi di articoli sono stati scritti, centinaia di webinar, convegni, riunioni sulla direzione che anche le imprese italiane stanno prendendo verso una sempre maggiore consapevolezza e responsabilità rispetto alle tematiche della governance, dell’ambiente e dell’impegno sociale.

Ripassiamo insieme i principali elementi dell’universo sostenibilità:

  • L’ONU nel 2015 ha definito 17 obiettivi SDG (Sustainable Development Goals) che, con i 169 sotto-obiettivi ad essi associati, tengono conto delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: ambientale sociale ed economica (da cui l’acronimo ESG Environmental, Social, Governance). La comunità internazionale si è impegnata a raggiungere tali obiettivi entro il 2030 (per questo si parla di Agenda 2030).
  • Dal 2016 vi è obbligo di redazione e pubblicazione della dichiarazione non finanziaria, nota come Bilancio di Sostenibilità da parte di grandi aziende quotate in borsa ma, dal 2024 , il bilancio di sostenibilità sarà obbligatorio per tutte le aziende con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore ai 50 milioni.
  • Sempre più aziende richiedono ai fornitori la dichiarazione della propria carbon footprint. Di cosa si tratta?

“L’impronta di carbonio” è la stima della quantità di emissioni di gas serra (greenhouse gas o GHG), cioè con un effetto sul riscaldamento climatico, generate in modo diretto o indiretto da un individuo, un’azienda, un prodotto.

In concreto alle aziende viene sempre più spesso richiesto di fare il calcolo della propria produzione non solo di Anidride carbonica (CO2) ma anche degli altri 5 gas serra individuati dal protocollo di Kyoto (metano, protossido di azoto, per es.): l’unità di misura della Carbon Footprint è il CO2 equivalente (CO2e), ossia l’impatto che tutti i gas prodotti dall’azienda hanno sul riscaldamento globale espressi in tonnellate di anidride carbonica.

  • Dal 2016 l’Italia ha introdotto, seconda al mondo dopo gli USA, una forma giuridica ad hoc, che in Italia prende il nome di Società Benefit (o SB), per tutte le aziende profit che vogliano distinguersi per perseguire, accanto e oltre allo scopo di lucro anche uno o più benefici comuni (di sostenibilità ambientale o sociale per esempio). Al momento le aziende italiane che hanno già aggiunto alla propria ragione sociale la denominazione di Società Benefit sono quasi 2000 e sono quadruplicate negli ultimi due anni.

Infine numerosi sono i supporti finanziari alle imprese nel cammino verso la sostenibilità, tra i quali: sgravi fiscali fino a 50 mila euro annui per le aziende in possesso della certificazione di parità di genere, credito d’imposta fino al 50% delle spese di consulenza e trasformazione in Società Benefit, 50% delle spese sostenute dalle PMI bresciane per la sostenibilità ambientale (dalla camera di commercio di Brescia).

Il cammino della sostenibilità è affascinante e Project Group offre le proprie competenze e conoscenze organizzative a tutti coloro che vogliono cogliere questa nuova occasione di crescita.