Convegno Multicanalità: finalmente possiamo condividere con voi i risultati della ricerca.

Di ricerca, e del valore che essa ricopre per Project Group, vi abbiamo parlato nel nostro post Project Group a favore della Shopping (r)evolutionche faceva da cappello introduttivo all’evento tenutosi la scorsa settimana a Milano.

L’oggetto della ricerca

Tema centrale dell’indagine è l’evoluzione del processo di acquisto multicanale del consumatore italiano e del grado di maturità delle imprese italiane verso la Multicanalità.

I risultati sottolineano come la multicanalità sià oggi una  realtà quotidiana che caratterizza tutte le fasi del processo di acquisto e che interessa le diverse categorie merceologiche (beni e servizi). A si aggiunge una forte evoluzione nelle modalità di fruizione dei vari touch-point da parte dei consumatori.

Al tema multicanalità si accompagna il concetto di Everywhere Commerce: gli individui accedono ad internet in qualsiasi luogo e da qualsiasi device. Sempre connessi, quindi, e collegati. A cosa porta tutto ciò?

Quali implicazioni sulle aziende e per le aziende?

Una forte attenzione deve essere rivolta all’e-commerce: dal 45% degli internet user del 2012 al 65% del 2016, che si accompagna ad un’evoluzione del ruolo del punto vendita fisico. Quest’ultimo da canale fortemente connotato alla vendita diviene anche luogo di ricerca di informazioni, di erogazione di servizi aggiuntivi, di relazione con la marca, fino a rappresentare uno spazio prettamente esperenziale per il cliente finale.

Chi sono i protagonisti di questo scenario e chi devono monitorare le aziende?

Gli internet user, distinti a livello macro in InfoShopper e eShopper. Entrambi soddisfano il proprio bisogno informativo ricercando informazioni online, ma non si comportano in ugual maniera al momento dell’acquisto. 11 milioni di Infoshopper vedono il web come un generatore di informazioni, 20,5 milioni di eShopper invece lo riconoscono come un vero e proprio carrello della spesa.

Sarebbe del tutto errato fare di tutto un eShopper un fascio; ecco perchè di seguito vi riproponiamo la clusterizzazione emersa dalla ricerca condotta. Attenzione ai nomi target assegnati che già molto dicono sul comportamento di acquisto degli users:

– everywhere shopper (27%): smart shopper attento a prezzi, prodotti, packaging. Vive positivamente il momento della spesa. Ha fiducia in discount e private label ed è sensibile alle promozioni. Possiede tutto ciò che è high-tech e internet è il suo punto di riferimento sia per la ricerca di informazioni sia per l’acquisto.

– money saver (25%): shopper razionale, che pianifica attentamente la spesa confrontando i prezzi cercando il miglior rapporto qualità/prezzo. Internet è per lui uno strumento efficace per soddisfare il desiderio di risparmio.

– cherry picker (25%): apprezza la relazione diretta con il personale nello store. Ha bisogno di vedere e/o toccare i prodotti. Se acquista manifesta buona fedeltà a marca e punto vendita. Dotazione tecnologica sotto la media. Soddisfa il proprio bisogno informativo principalmente attraverso fonti tradizionali o direttamente nel punto vendita.

– pragmatic (23%): shopper efficiente, il processo di acquisto deve essere il più veloce possibile. Non perde tempo nel punto vendita e nella ricerca di novità. Attirato da meccaniche promozionali che consentano un risparmio immediato. Tecnologicamente evoluto: internet soddisfa il suo bisogno informativo.

Difronte a questo mondo popolato da diversi users, le aziende come devono comportarsi? Quali strategie attivare per conquistare una fetta di questi consumatori? 

Se siete interessati ad approfondire l’argomento trovate a questo link i risultati della ricerca,se desiderate scoprire la risposta esatta alle domande qui sopra, non esitate a contattarci. Possiamo aiutarvi a rendere il nebuloso mondo web, una costellazione in cui sapervi muovere.