
La centralità della persona è uno dei valori fondanti di Project Group, un valore che non ha potuto esimerci dall’interrogarci sull’introduzione dell’IA – Intelligenza Artificiale all’interno delle organizzazioni. Introduzione che, come tutti i cambiamenti tecnologici, può essere molto ben accolta da più innovatori e molto poco accettata dai restanti membri dei team.
Come poter far sì che le nuove tecnologie – in questo caso specifico – la IA siano accolte dalle persone di un’organizzazione come opportunità e non come rischio celante tante e differenti paure?
Da un articolo dell’Harvard Business Review apprendiamo che le ricerche sull’adozione delle tecnologie emergenti mostrano che i leader più esperti coinvolgono il personale durante tutto il processo e quando questo accade i risultati sono positivi, viceversa quando i dirigenti introducono tecnologie senza coinvolgere i collaboratori nei processi di selezione ed adozione si ritrovano ad avere persone demotivate e spaventate.
Appare chiaramente che la chiave di volta stia in leader e manager capaci di gestire questo processo di ingresso dell’Intelligenza Artificiale e di coinvolgimento delle risorse a loro affidate.
Essere leader in grado di gestire l’IA, non significa conoscere l’IA nel profondo
Molti dirigenti si chiedono come possano guidare una trasformazione aziendale basata sull’IA senza una conoscenza approfondita della tecnologia. Non è necessario essere esperti di IA, è necessario e fondamentale avere una comprensione di base per riconoscerne i vantaggi. I leader devono imparare a potenziare le collaborazioni uomo-IA, identificando opportunità e integrando l’IA nei flussi di lavoro. Non serve diventare programmatori, ma conoscere i principi di base dell’IA e sapere come sfruttarla.
Essere leader in grado di gestire l’IA richiede un modello inclusivo
Per avere successo, i leader devono creare un ambiente in cui i dipendenti si sentano parte integrante del processo di adozione dell’IA. Un approccio inclusivo, che incoraggia il coinvolgimento e la collaborazione, ridurrà la resistenza e aumenterà la fiducia nei confronti della tecnologia. L’IA può essere utilizzata per automatizzare compiti ripetitivi, ma gli esseri umani rimangono essenziali per gestire aspetti creativi e risolvere problemi complessi.
Vi consigliamo quattro attività che potete organizzare facilmente per raggiungere gli scopi sopra descrittivi.
- Creare occasioni volte alla socializzazione: l’IA richiede ai dipendenti di passare molto tempo davanti agli schermi, il che può ridurre l’interazione umana. Promuovere eventi sociali può aiutare a bilanciare questa mancanza di connessione umana. Possono essere attività di team building, workshop di formazione, cene o altri momenti di convivialità.
- Avere una strategia comunicativa chiara: supportati dall’interazione tra le aree Marketing & HR, i responsabili e i leader dovranno creare occasioni di condivisione dei progetti al fine di spiegare chiaramente ai dipendenti come l’IA verrà integrata nei processi aziendali, rassicurandoli che non sarà utilizzata per sostituirli, ma per migliorare il loro lavoro.
- Progettare ed erogare un’adeguata formazione: sarà essenziale offrire formazione continua per aiutare i dipendenti a comprendere e utilizzare l’IA in modo efficace, riducendo così l’ansia e la resistenza.
- Organizzare i flussi informativi e definire le procedure di gestione dei dati: dipendendo fortemente dai dati l’Intelligenza Artificiale avrà necessità di essere alimentata dalle risorse, risorse che collaboreranno più facilmente tra loro e con l’IA di fronte a flussi di lavoro e di archiviazione dei dati chiari e di semplice utilizzo.
Queste pratiche permetteranno alle organizzazioni di avere collaboratori non più spaventati dalla nuova tecnologia, ma collaborativi e proattivi nell’utilizzo di essa, favorendo un clima di condivisione e curiosità.






