Un’azienda in difficoltà. Una misteriosa Organizzazione che opera nell’ombra per farla affondare. Tre amici che combattono per salvarla.

Nemici Invisibili

Il mese scorso Nicola Nabacino, Partner e Project Manager di Project Group, ha varcato le porte di Amazon pubblicando il suo primo romanzo business intitolato Nemici Invisibili. Abbiamo quindi deciso di intervistarlo, buona lettura!

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Intervista

A chi è rivolto e qual è il messaggio centrale di Nemici Invisibili?

E’ rivolto a imprenditori e manager, che desiderano migliorare le prestazioni della loro azienda o dell’area di cui sono responsabili. Il messaggio centrale è che è sempre possibile portare le prestazioni a un altro livello, anche in misura che a prima vista sembra impossibile. E’ un messaggio del quale sono profondamente convinto, perché ho visto realizzarsi miglioramenti importanti molte volte.

Interessante. Quindi di cosa parla Nemici Invisibili?

E’ la storia di tre soci, Anna, Marco e Luca che hanno creato una PMI, le dimensioni non contano veramente. Anna segue la parte amministrativa, Marco le operation, Luca l’area commerciale. La loro azienda in passato è andata bene ma oggi si trova in difficoltà: il mercato è in calo, i conti non sono messi benissimo, il magazzino è pieno ma la puntualità di consegna è bassa. Per aggiungere un po’ di pepe, ho inserito un “cattivo”, una potente Organizzazione che manovra nell’ombra e riesce a revocare a loro i finanziamenti bancari per cui si trovano ad avere solo sei mesi per ribaltare la situazione e salvarsi, oppure chiudere.

Sei mesi non sono troppo pochi per invertire la rotta?

In realtà no. Dipende molto dalla consapevolezza del management rispetto alla situazione. Ti faccio un esempio: tutte le aziende hanno un certo tempo standard di consegna, diciamo un mese tanto per fissare le idee. Ebbene, tutte le aziende con le quali ho lavorato riescono a spedire ordini “urgenti” in metà del loro tempo standard o anche meno. E’ tutta questione di quanta attenzione si dedica. Nel caso di Nemici Invisibili, dove l’azienda rischia concretamente di chiudere, i protagonisti dedicano molta attenzione al problema. Devo dire che, con mia sorpresa, nella mia vita di consulente ho sperimentato che si possono ottenere risultati importanti nel giro di poco tempo. Il trucco risiede nell’utilizzare gli strumenti giusti.

Dimmi qualcosa di più di questa Organizzazione che lotta contro l’azienda di Anna, Marco e Luca.

Mi piacerebbe farlo, ma poi dovrei ucciderti e, credimi, ne sarei davvero dispiaciuto. L’Organizzazione opera nell’ombra, non vuole far sapere nulla di sé, ciò che ho rivelato nel libro è già forse troppo. Quello che posso fare però è farti conoscere la persona all’interno dell’Organizzazione che scopre l’esistenza dell’azienda di Anna, Marco e Luca e che decide valga la pena muoversi contro di essa.

Quindi hai scelto il titolo “Nemici Invisibili” perché l’Organizzazione si cela agli occhi del mondo?

In parte sì, ma non è tutto. I nemici invisibili più ovvi nel libro sono le persone dell’Organizzazione, ma in effetti ognuno di noi ha dei nemici invisibili dei quali non si rende conto. Giorgio stesso lo rivela a un certo punto, dopo aver incontrato Anna e Marco nella loro azienda.

Allora l’Organizzazione esce allo scoperto.

In realtà i nostri protagonisti non si renderanno mai conto che esiste, né di essere venuti a contatto diretto con essa. Quindi non esce mai veramente allo scoperto.

E quali sono i nemici invisibili che ognuno di noi ha dentro?

Non posso rivelare il pensiero di Giorgio, l’Organizzazione non me lo perdonerebbe. Però posso darti un indizio. O meglio, Anna può darti un indizio. Ascoltiamo il suo dialogo con la moglie di Marco, Chiara, durante un’escursione in montagna.

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Oltre a scoprire in quali circostanze è un bene se i costi dei prodotti salgano, perché una persona dovrebbe leggere Nemici Invisibili?

Per due motivi. Uno perché è bello. Uno dei miei lettori che ha ricevuto Nemici Invisibili in anteprima mi ha detto: è un libro che leggi due volte, la prima perché ti fai rapire dalla storia e vuoi vedere come va a finire, e corri veloce sui concetti gestionali senza approfondirli. La seconda perché ti fai rapire dai concetti gestionali e vuoi soffermarti su essi. Il secondo motivo è perché racconta dei concetti gestionali che, se applicati, fanno la differenza nei risultati di un’azienda.

Quindi è un libro a più chiavi di lettura.

Sì, da questo punto di vista nella mia testa lo paragono a “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Senza alcuna pretesa di avvicinarmi alla grandezza letteraria di Eco, il suo libro contiene tante chiavi di lettura: c’è l’aspetto giallo, c’è l’aspetto storico, c’è l’aspetto filosofico, e così via. Nemici Invisibili si accontenta di due aspetti: il thriller, la lotta fra l’Organizzazione e l’azienda di Anna, Marco e Luca, e il percorso di rinascita di un’azienda che porta i propri risultati operativi ed economici ad un altro livello.

Quanto è reale questo percorso di crescita dell’azienda e quanto è frutto della tua fantasia?

In effetti di fantasia ne ho messa poca: tutto il percorso è basato su solidissime basi, un processo collaudato in circa quarant’anni di applicazione in tutto il mondo, in aziende grandi e piccole.  Il percorso di crescita è molto concreto, reale e fattibile. Quindi c’è la prova provata che funziona e che funziona velocemente, se il management lo sposa in pieno. Molto spesso la Direzione aziendale si muove più cautamente in un percorso che non ha sperimentato prima, per cui i risultati più importanti si vedono magari un pochino più lentamente, ma si parla sempre di meno di un anno. Nelle aziende nelle quali la Direzione ha deciso per un intervento a tutta velocità, i sei mesi di cui parlo nel libro si sono rivelati sufficienti per avere un cambio radicale nei risultati.

Perché hai scelto di scrivere un business novel e non un saggio?

Perché le storie sono più potenti delle teorie. Ci fanno immedesimare nei panni dei personaggi, ci identifichiamo in essi. Una collega che ha letto il libro mi ha detto che In ogni capitolo ci si scopre legati a un personaggio diverso, osservando la soluzione da angolazioni e prospettive differenti. E’ diverso leggere un libro di cucina o vedere cucine da incubo, ad esempio.

Perché hai deciso di scrivere questo libro?

Un paio di anni fa un gruppo multinazionale mi ha chiesto di scrivere un manuale in inglese a loro uso interno che descrivesse questi approcci e non solo. L’ho fatto e il risultato gli è piaciuto. Visto che sono riuscito a scrivere un libro in inglese, ho pensato che sarei stato in grado anche di scriverne uno in italiano e che sarebbe stato bello se anche altri occhi al di fuori di quel gruppo avessero potuto avere accesso a questa conoscenza.

Perché hai scelto di pubblicare in self publishing e non attraverso una vera casa editrice? E’ la disperazione, l’ultima spiaggia dopo ennemila rifiuti?

In realtà non ho neanche provato a cercare una casa editrice, per due motivi, o meglio tre. Il primo è la velocità: passando attraverso una casa editrice non sarei riuscito a cogliere l’obiettivo di pubblicare il libro quest’anno. Il secondo è la particolarità di Nemici Invisibili: non è un vero romanzo, perché contiene una buona parte di concetti gestionali tipici di un saggio, e non è un vero saggio, perché contiene molte vicende da romanzo thriller. Le case editrici sono specializzate: o pubblicano romanzi o saggi, ma non ibridi. Il terzo motivo è che pubblicare da soli non è sinonimo di bassa qualità. Ti cito solo tre esempi. Cinquanta sfumature di grigio è stato pubblicato in self publishing, poi quando ha raggiunto un certo successo una casa editrice si è fatta avanti e il resto è storia. Il film di Spielberg Sopravvissuto – The Martian, uscito nel 2015, è stato tratto da un libro pubblicato in self-publishing. Virginia Woolf, considerata una delle più grandi romanziere del XX secolo, ha auto pubblicato molte sue opere tramite la Hogarth Press, la casa editrice fondata da lei e dal marito stampandole in casa sua.

Ti è mancato il supporto di una vera casa editrice?

Non so. Ho comunque lavorato con un editor professionista, una decina di cover designer, un team di Marketing, quindi la realizzazione di questo libro dal punto di vista delle competenze messe in gioco è stata pari a quella ottenibile appoggiandosi a una casa editrice tradizionale.

Torniamo a questa Organizzazione così misteriosa, come lavora?

Possiamo averne un’idea ascoltando come hanno reclutato Giorgio.

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Allora non c’è solo thriller e gestione, c’è anche una vena più adatta a un pubblico adulto.

In realtà, soprattutto le signore che hanno letto Nemici Invisibili in anteprima hanno apprezzato il tono sempre delicato e sfumato di tutte le situazioni. Non ci sono scene vietate ai minori.

A quando il prossimo libro?

Ci sto pensando. Ho in mente qualche spunto ma adesso è presto per mettersi al lavoro. Anche perché avrei una mezza idea di creare la versione inglese di Nemici invisibili per aumentarne la diffusione.

Moltissime le recensioni positive di chi, come noi, ha già letto questo libro:

Il paradosso dell’efficienza produttiva, delle scorte di magazzino, delle priorità in produzione e del profitto, il tutto condito da un tocco di mistero. Un romanzo godibile, istruttivo e coinvolgente. Una grande opera prima.

A. Marini, Partner e Amministratore Project Group

Uno di quei libri che ti fanno venire voglia di tornare a casa per continuare a leggerlo. In ogni capitolo ci si scopre legati ad un personaggio diverso, osservando la soluzione da angolazioni e prospettive differenti. Coinvolgente, intelligente, stimolante.

L. Bianchetti, Partner e Amministratore Project Group

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