Passaggi di tempo di gigi murru

Abituati a orologi all’ultima moda e super tecnologici, stentiamo quasi a credere che in origine possano essercene stati di così diversi e assai meno pratici…

Non proprio un orologio nell’accezione comune del termine, piuttosto un segna tempo, la meridiana può essere considerata il suo più antico antenato: si tratta di un paletto conficcato nel terreno, che, grazie alla luce del sole, proietta la sua ombra, indicando in modo più o meno preciso il momento della giornata. Anche questo arcaico marchingegno si è evoluto nei secoli, spostandosi da terra ai muri di case, chiese ed edifici pubblici.

Purtroppo però ha un difetto non trascurabile: senza la luce del giorno non funziona!

La clessidra rappresenta il passo successivo, anche se siamo ben lontani dall’oggetto maneggevole e ultraleggero dei nostri tempi. Inizialmente è rigorosamente ad acqua e solo in seguito a sabbia.

Il primo orologio a meccanismo meccanico compare nel 1200 in Francia su di un campanile, seguito a ruota da orologi da tavolo ad una sola lancetta, quella dell’ora.

La loro scarsa precisione ha indotto, ben quattrocento anni dopo, la creazione dell’orologio a pendolo, tuttavia ancora poco maneggevole e decisamente troppo ingombrante.

E’ con il sistema a bilancere, funzionante anche in moto, che ci avviciniamo sempre più all’orologio odierno. Nasce quello da taschino, che finalmente può seguire la persona, ovunque essa vada.

Da qui in poi è un continuo perfezionamento e sviluppo: orologi al quarzo dei primi Novecento, ma ancor prima quelli da polso (esclusiva femminile), inventati dalla casa orologiaia Patek Philippe.

Con Cartier l’orologio da polso diventa anche accessorio maschile, grazie alla richiesta di un amico della prestigiosa gioielleria-orologeria, di indossare, al comando del suo dirigibile, un orologio più facile e veloce da consultare rispetto al classico modello da tasca.

Come ben sappiamo, ultimi sono gli orologi da batteria, seguiti, per i veri appassionati, da quelli a movimento automatico.

La campagna TAG YOUR TIME, da noi promossa sulla nostra pagina facebook, ha già fatto emergere spunti interessanti…chissà che qualcuno non proponga l’idea di svolta per l’orologio del futuro!

(Fonte: http://www.orologimeccanici.com/storia2.asp)