Avete presente le ricette di cucina? Sono la descrizione minuziosa dei passaggi da eseguire per ottenere una pietanza al top …

Pensate ora ad una cucina “affollata”, una brigata di cucina composta da chef de cuisine, chef poissonier, chef potager, chef pâtissier, fino al garzone.

Il loro obiettivo è sì quello di realizzare piatti indimenticabili da consegnare al cliente, ma soprattutto secondo un preciso ordine (primo, secondo, contorno, dolce) …Per tale scopo, saranno sufficienti le ricette?

Queste ultime sono necessarie, ma “l’ingrediente” che fa davvero la differenza è il coordinamento tra le diverse risorse, ovvero CHI FA CHE COSA, QUANDO E QUALI INFORMAZIONI (ingredienti) TRASMETTE A CHI.

Beh, chi si occupa di aziende, per ottenere buona organizzazione, qualità ed efficienza, solitamente mette nero su bianco gli step del chi deve fare cosa all’interno di un processo aziendale, ovvero redige il cosiddetto flusso di lavoro (o work flow), rappresentandolo con un diagramma di flusso (o flow chart).

Il diagramma di flusso mostra alle persone qual è il loro lavoro e come dovrebbero interagire con gli altri attori del sistema organizzativo, partendo dalle responsabilità, passando attraverso la descrizione delle attività e lo scambio di informazioni, e mettendo il tutto in una corretta sequenza logico-temporale.

Rileggere i propri processi è un’opportunità per ogni azienda, poiché consente di mettere ordine, individuare le attività non a valore (che si reiterano per abitudine), gli eventuali vuoti di responsabilità, le attività doppiate (più persone svolgono lo stesso compito), ecc.

Come avrete intuito, la card di oggi intende rispondere alla domanda: Cos’è il work flow?, uno degli strumenti del consulente per eccellenza.

Scaricate qui la business note in formato pdf e arrivederci a lunedì prossimo!