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	<description>Crescere e far crescere</description>
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		<title>Il break ha i minuti contati</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
				<category><![CDATA[caffè]]></category>

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Clock Top da  laffy4k
A seconda del tipo di mansione che si svolge, dell’azienda e della  realtà presso cui si lavora (pubblica o privata) variano anche le norme  di regolamentazione della cosiddetta pausa caffè. Vi sono  ditte o aziende in cui la gestione del break non è predeterminata,  risultando piuttosto flessibile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/laffy4k/367822192/"><img class="alignnone" src="http://farm1.static.flickr.com/185/367822192_9d3b135289.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><span><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/laffy4k/367822192/">Clock Top</a></span> da  laffy4k</p>
<p style="text-align: justify">A seconda del tipo di mansione che si svolge, dell’azienda e della  realtà presso cui si lavora (pubblica o privata) variano anche le <strong>norme  di regolamentazione della</strong> cosiddetta <strong>pausa caffè</strong>. Vi sono  ditte o aziende in cui la gestione del break non è predeterminata,  risultando piuttosto flessibile, sia nella sua collocazione giornaliera,  che nella durata e modalità. Tuttavia, il più delle volte, <strong>tempo  d’esecuzione e numero dei lavoratori</strong> per break è stabilito a priori  dai dirigenti dell’azienda. Il motivo fondamentale di tali restrizioni  risiede nella convinzione dei “superiori”che la pausa caffè sia una  perdita di denaro per il proprio business e/o una perdita di tempo per  l’efficienza del servizio erogato.</p>
<p style="text-align: justify">Un caso piuttosto recente, ci informa, addirittura, della  soppressione totale della medesima. È il caso della <span><a rel="nofollow" href="http://magazine.excite.it/news/12553/Bologna-la-Ducati-Energia-dice-stop-alla-pausa-caffe">Ducati energia di Bologna</a></span> che,  dopo aver predisposto un <strong>timer nelle macchinette dell’azienda</strong>,  ha optato, nella persona del patron dell’azienda Guidi, per una misura  più drastica: niente pausa caffè, è già prevista la pausa pranzo! (beh,  non fa una piega). L’arrestarsi dei dipendenti e il loro dimorare di  fronte alle macchinette sarebbe oltretutto uno “spettacolo deprimente”,  sotto gli occhi dei clienti provenienti da tutto il mondo! Come dire:  meglio preservare l’immagine aziendale, che il benessere psicofisico dei  lavoratori…</p>
<p style="text-align: justify">Una soluzione meno drastica, ma comunque molto rigida è stata presa  anche dal sindaco di <span><a rel="nofollow" href="http://www.sambenedettoggi.it/2009/10/16/80770/ad-offida-la-pausa-caffe-ha-i-minuti-contati/">Offida (AP)</a></span> ,  Valerio Lucciarini, che ha disposto una circolare per disciplinare la  pausa caffè: <strong>è possibile interrompere il proprio lavoro a condizione  che vi sia una registrazione della temporanea assenza</strong> (segnata dai  rilevatori automatici appositi) e un <strong>puntuale recupero dei minuti di  lavoro persi</strong>. Egli stesso afferma: “Non capisco tutto questo  clamore, è semplicemente una modalità dettata dal buon senso (!). A  volte c’è quella brutta abitudine a non stare tanto attenti ai minuti  che si utilizzano per la pausa, a differenza, invece, di come si sia  vigili all’orario d’uscita, quest’ultimo rispettato con precisione  svizzera”. Ammettendo anche la veridicità di quest’ultima affermazione  (dovevano essere proprio indisciplinati questi dipendenti comunali  marchigiani!), non esisterà davvero una via di mezzo tra una  pausa tranquilla e una, svolta sotto torchio? Ma non finisce qui: coloro  che vengono sorpresi in assenze non giustificate subiranno una  riduzione della propria retribuzione mensile..</p>
<p style="text-align: justify">Il <span><a rel="nofollow" href="http://anghiarino.blogspot.com/2010/01/disposizioni-pausa-caffe.html">Comune di Anghiari (Arezzo)</a></span> ,  nella persona del responsabile del personale Ernesto Capruzzi (e con il  caloroso consenso del sindaco) ha disposto per i suoi dipendenti una r<strong>egolamentazione  molto dettagliata</strong> della pausa lavoro. Questa prevede <strong>un solo  break giornaliero</strong>. Per coloro che lo effettuano fuori dai locali di  lavoro non deve superare i 15 minuti e <strong>deve essere recuperato nella  stessa giornata o, al più, nello stesso mese</strong>. L’impiegato è  obbligato ad autogiustificarsi e annotare il permesso sul cartellino.  Per quelli invece, che la effettuano all’interno del comune, non deve  essere superiore ai 10 minuti. Per il personale esterno, infine, la  circolare obbliga lo svolgimento della pausa nello stesso luogo di  lavoro. Il sindaco tiene a precisare che <strong>tali disposizioni  intendono assicurare un servizio più che efficiente</strong>, nel totale  interesse dei cittadini e che i dipendenti del Comune sono molto seri e  professionali, il tutto per scacciare qualsiasi tipo di insinuazione  sulla presunta volontà di punire o colpevolizzare gli impiegati comunali  di Anghiari.</p>
<p style="text-align: justify">Inutile dire che tutte queste azioni, piuttosto drastiche e  restrittive, hanno sollevato polemiche di lavoratori e sindacati.</p>
<p style="text-align: justify">La domanda sorge spontanea: regolamentare o vietare?</p>
<p style="text-align: justify">Gli esempi citati non rappresentano forse una <strong>progettazione  assolutamente dispotica del diritto di pausa dei lavoratori</strong>,  avvicinandosi più al senso del divieto, che alla risposta ad un bisogno?</p>
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		<title>Vince il fast caffè!!</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2010/03/05/vince-il-fast-caffe/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 11:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
				<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[
Snack dispenser da Adam UXB Smith
Qualche settimana fa abbiamo deciso di scatenare tutti i componenti  della Project in una nuova avventura: fotografare le aree caffé delle  aziende clienti.
La proposta è stata accolta con entusiasmo e tutti i collaboratori  hanno contribuito allo svolgimento e all’arricchimento dell’iniziativa.
Lo scopo era quello di capire che spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2393/2190059945_99f7cbba0e.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gingerblokey/2190059945/">Snack dispenser </a>da Adam UXB Smith</p>
<p>Qualche settimana fa abbiamo deciso di scatenare tutti i componenti  della Project in una nuova avventura: <strong>fotografare le aree caffé </strong>delle  aziende clienti.</p>
<p>La proposta è stata accolta con entusiasmo e tutti i collaboratori  hanno contribuito allo svolgimento e all’arricchimento dell’iniziativa.</p>
<p>Lo scopo era quello di capire che<strong> </strong>spazio e che importanza le aziende  del nostro “campione” danno alla cosiddetta “pausa caffé” durante  l’orario lavorativo.</p>
<p>Il risultato è riassumibile in due parole: “fast caffé”;  letteralmente e concretamente <strong>rapido</strong>; break che sfugge e che non si  riesce a trattenere, come una saponetta tra le mani.</p>
<p>A parte rare eccezioni, i luoghi di ristoro del campione sono  risultati assolutamente <strong>spogli</strong>, arredati con <strong>macchinette</strong> per bevande e  con altre per cibarie e snack.</p>
<p>Le fotografie che abbiamo scattato sono molto eloquenti e l’aggettivo  che più si addice agli spazi ritratti è “<strong><em>sbiaditi</em></strong>”. Fortemente  impersonali, sono caratterizzati dai colori del grigio, del bianco panna  e del marrone.</p>
<p>I lavoratori più fortunati possono usufruire di sedie e tavoli, ma  alla maggior parte <strong>non è concesso sedersi</strong>.</p>
<p>Costretti a consumare in  piedi, hanno ben chiaro quale sia il loro compito: <strong>fermarsi per poco</strong> e  riprendere subito. Il tempo della pausa dura un attimo e non concede  discorsi. Il lavoro è a tutti i costi e non consente distrazioni.</p>
<p>Ma i capi hanno davvero pianificato consapevolmente tutto questo?!</p>
<p>O sono le macchinette a guidare?!</p>
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		<title>Una pausa caffé tra sogno e realtà</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2010/03/02/una-pausa-caffe-tra-sogno-e-realta/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
				<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>

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Drinks and Sunset da James &#38; Vilija
Se la pausa caffé si svolgesse in un posto paradisiaco come quello  dell’immagine non si tratterebbe più di un semplice break, ma di una  vera e propria vacanza.
Tuttavia, tra luoghi divini (vedi immagine sopra) e gli ambienti che  solitamente le nostre aziende dedicano ai momenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/03/jmanners.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1502" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/03/jmanners-500x375.jpg" alt="jmanners" width="500" height="375" /></a><br />
</span></h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/jmanners/1012816870/">Drinks and Sunset</a> da James &amp; Vilija</p>
<p>Se la pausa caffé si svolgesse in un posto paradisiaco come quello  dell’immagine non si tratterebbe più di un semplice break, ma di una  vera e propria vacanza.</p>
<p>Tuttavia, tra luoghi divini (vedi immagine sopra) e gli ambienti che  solitamente le nostre aziende dedicano ai momenti di ristoro ci possono  essere buone mediazioni… e i big del mondo ce lo dimostrano…</p>
<p>Le sedi di aziende leader come Google, <span><a rel="nofollow" href="http://zeospot.com/facebook-headquarters-office-by-studio-oa/">Facebook</a></span> e <span><a rel="nofollow" href="http://abduzeedo.com/new-twitter-office-headquarter">Twitter</a></span> solo per citarne alcune, riflettono un nuovo modo di concepire il lavoro  e quindi…il riposo.<br />
La sede di Palo Alto (California) di Facebook, ad esempio, è stata  progettata per facilitare le relazioni e le interazioni sociali (e vien  da dire: non potrebbe essere altrimenti vista la mission!)…</p>
<p><span><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/03/clip_image001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1506" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/03/clip_image001-499x298.jpg" alt="clip_image001" width="499" height="298" /></a><br />
</span></p>
<p>Dispone di una cucina e di un cafè per pasti gastronomici  disponibili a tutte le ore del giorno e cucine più piccole, sparse in  ogni dove, per drink e snack.</p>
<p><span><img src="http://www.contemporist.com/photos/facebook_281009_08.jpg" border="1" alt="" width="500" height="406" /></span></p>
<p>Per lo sfogo creativo e/o nevrotico dei dipendenti, la compagnia ha  lasciato muri e spazi incompiuti su cui poter scrivere, disegnare e  aggiungere illustrazioni. Ma non è tutto. Opportunità ricreative sono  previste sia all’interno, che all’esterno, con tavoli da ping– pong,  campi da basket e monopattini.</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda si inserisce Twitter, che ha previsto  per i suoi dipendenti una spaziosa cucina all’avanguardia e sala  ristoro…</p>
<p><span><img src="http://imgs.abduzeedo.com/files/archi/new-twitter-office-headquarter/4114739606_2c02af86fe_o.jpg" border="1" alt="" width="505" height="335" /></span><br />
<span><img src="http://imgs.abduzeedo.com/files/archi/new-twitter-office-headquarter/4114739300_bebe70b05e_o.jpg" border="1" alt="" width="505" height="378" /></span></p>
<p>oltre a un’area riposo e socializzazione (con spazio intitolato!),  che la dice lunga sull’importanza conferita al momento di racconto e  scambio delle proprie storie ed esperienze, professionali…e no!</p>
<p><span><img src="http://imgs.abduzeedo.com/files/archi/new-twitter-office-headquarter/4113971743_81895b5da5.jpg" border="1" alt="" width="504" height="756" /></span></p>
<p>E, infine, come non scatenare il musicista che dimora potenzialmente  in ognuno di noi, predisponendo una vera e propria<del></del> console dj?</p>
<p><span><img src="http://imgs.abduzeedo.com/files/archi/new-twitter-office-headquarter/4113971845_15b2a6887b_o.jpg" border="1" alt="" width="500" height="332" /></span></p>
<p>Dulcis in fundo…Google! La struttura architettonica e le aree interne  ed esterne previste per la sua sede americana, ma anche per quelle  europee, palesano una nuova  concezione di modalità lavorativa  all’avanguardia, in cui il dovere non sopraffà la persona, il suo  bisogno di fermarsi e rigenerarsi. L’impianto organizzativo pare  allargato, e le differenze di funzione non ostentate, bensì coltivate in  una prospettiva di arricchimento, trasparenza e tranquillità.</p>
<p>Guidati dal nostro instancabile <span><a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/watch?v=gBRTU6mwLos&amp;feature=related">Fabio Volo</a></span> ,  attraversiamo spazi ristoro con ristoranti e bar, ampie cucine fornite  di ogni genere di conforto e di bibita; scopriamo lavanderie interne,  spazi– gioco con biliardo e videogiochi, beach volley esterno; vediamo  le biciclette a disposizione per gli spostamenti, gli ampi parchi e  giardini ove dipendenti di Google svolgono meeting esterni e hanno  occasioni di dialogo diretto addirittura con i fondatori della mega  azienda!!</p>
<p>Come si evince da tutti questi esempi le grandi aziende “top” si  rivelano maestre nell’intreccio tra architettura e design, modello e  idea organizzativa e il loro predisporre aree ristoro, riposo e svago  dimostra una concezione di pausa quale elemento fondamentale e  imprescindibile per un buon rendimento lavorativo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costruiamo la nostra pausa caffè ideale</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2010/02/26/costruiamo-la-nostra-pausa-caffe-ideale/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 11:13:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[ProjectGroup]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
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		<category><![CDATA[pausa]]></category>

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		<description><![CDATA[
Coffee break da mickeysucks
Qualche settimana fa, il gruppo  Marketing Project Group ha lanciato una sfida a tutti i collaboratori,  proponendo un brainstorming dal titolo “Costruiamo la nostra pausa caffé  ideale”: ognuno di noi è stato sollecitato ad esprimere ipotesi circa i  punti qui di seguito proposti, per disporre di idee utili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mickeysucks/17379823/"><img class="alignnone" src="http://farm1.static.flickr.com/9/17379823_6924400d3a.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://farm1.static.flickr.com/9/17379823_6924400d3a.jpg">Coffee break</a> da mickeysucks</p>
<p style="text-align: justify">Qualche settimana fa, il gruppo  Marketing Project Group ha lanciato una sfida a tutti i collaboratori,  proponendo un brainstorming dal titolo “Costruiamo la nostra pausa caffé  ideale”: ognuno di noi è stato sollecitato ad esprimere ipotesi circa i  punti qui di seguito proposti, per disporre di idee utili alla  formulazione del break “perfetto”. Ecco i risultati:</p>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-1)L{}afrequenzaedurataidealedellepausecaffe'perilbenedelsingoloedellaorganizzazione:"></a><strong>1)</strong> L<strong>a frequenza e durata</strong> <strong>ideale delle pause caffe’ per il bene  del singolo e della organizzazione:</strong></h6>
<p style="text-align: justify">A) Tutte le volte che se ne ha voglia, ma per poco tempo</p>
<p style="text-align: justify">B) Tutte le volte che il capo se ne va</p>
<p style="text-align: justify">C) Tutte le volte che viene un colpo di sonno</p>
<p style="text-align: justify">D) Tutte le volte che si supera la soglia di attenzione</p>
<p style="text-align: justify">E) Tutte le volte che i nervi si tendono troppo</p>
<p style="text-align: justify">F) Tutte le volte che si desidera ragionare con un/una collega  riguardo nuove idee o possibili ostacoli</p>
<p style="text-align: justify">G) Tutte le volte che ci si sente soli</p>
<p style="text-align: justify">H) Tutte le volte che senti le rane in pancia</p>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-&amp;nbsp;2)Lospazioideale"></a> 2)  Lo spazio ideale</h6>
<p style="text-align: justify">A) Un tappeto e delle poltrone alla fantozzi</p>
<p style="text-align: justify">B) Una stanza con playstation e video giochi</p>
<p style="text-align: justify">C) Una vasca idromassaggio</p>
<p style="text-align: justify">D) Uno spazio colorato</p>
<p style="text-align: justify">E) Uno spazio con oggetti di design/artistici, cosicchè mentre bevi  un caffè impari qualcosa</p>
<p style="text-align: justify">F) Musica, media, video</p>
<p style="text-align: justify">G) Delle sedie a sdraio, giornali, musica di sottofondo, piante di  cui prendersi cura, biliardo, biliardino</p>
<p style="text-align: justify">H) Uno spazio pieno di foto del gruppo</p>
<p style="text-align: justify">I) Una cyclette</p>
<p style="text-align: justify">L) Un divano e un acquario</p>
<p style="text-align: justify">M) Un cane</p>
<p style="text-align: justify">N) Ma lo spazio ideale ce l’abbiamo già! almeno per l’estate…LA  PISCINA!</p>
<p style="text-align: justify">O) Un gazebo sull’erba del giardinetto sul retro</p>
<p style="text-align: justify">P) Un bancone, degli sgabelli</p>
<p style="text-align: justify">Q) Una lavagna in sughero sulla quale poter attaccare delle foto</p>
<p style="text-align: justify">R) Una lavagna “di ardesia” sulla quale appuntare frasi che potranno  essere continuate da altri .…</p>
<p style="text-align: justify">S) Un flipper</p>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-3)Lecibarieideali"></a>3)  Le cibarie ideali</h6>
<p style="text-align: justify">A) Un distributore automatico super fornito</p>
<p style="text-align: justify">B) Le torte della nonna</p>
<p style="text-align: justify">C) Solo cibi salutisti</p>
<p style="text-align: justify">D) Affettati</p>
<p style="text-align: justify">E) Pizza</p>
<p style="text-align: justify">F) Caramelle</p>
<p style="text-align: justify">G) Cioccolato</p>
<p style="text-align: justify">H) Salame, parmigiano, acqua frizz e vino bianco fresco (poco ma  buono e non lasciato aperto in frigo per settimane)</p>
<p style="text-align: justify">I) Patatine</p>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-&amp;nbsp;4)L'obiettivoprimario"></a> 4)  L’obiettivo primario</h6>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-"></a></h6>
<p style="text-align: justify">A) Staccare la mente dal lavoro..distrarsi</p>
<p style="text-align: justify">B) Chiacchierare con i colleghi</p>
<p style="text-align: justify">C) Bere o mangiare</p>
<p style="text-align: justify">D) Collezionare nuovi stimoli</p>
<p style="text-align: justify">E) Rilassarsi</p>
<p style="text-align: justify">F) Farsi una bella risata</p>
<p style="text-align: justify">G) Fare del sano gossip</p>
<p style="text-align: justify">H) Ricordarsi che tu non sei il tuo lavoro, ma che è lui che ti aiuta  ad essere te stesso.</p>
<h6 style="text-align: justify"><a name="Brainstorming&quot;Costruiamolanostrapausacaffèideale&quot;-5)Ibisognilatenti"></a>5)  I bisogni latenti</h6>
<p style="text-align: justify">A) Recuperare la dimensione corporea (essere massaggiati?!?)</p>
<p style="text-align: justify">B) Avere un contatto reale con altri esseri umani</p>
<p style="text-align: justify">C) Uscire all’aria aperta</p>
<p style="text-align: justify">D) Sfogarsi</p>
<p style="text-align: justify">E) Nutrire il corpo e lo spirito</p>
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		<title>Evviva la pausa caffé</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Big Coffee Cup di Mykl Roventine
No, non è una scusa per fare un break dopo l’altro durante le ore di lavoro, è la scienza che lo dice: la pausa caffé aiuta il cervello!
Come contraddirla? Uno studio condotto dal dipartimento di Psicologia della New York University da Lila Davachi e Arselle Tambini (i cognomi italiani saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1470" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/02/fantastica2.jpg" alt="fantastica[2]" width="500" height="391" /></p>
<p style="text-align: left"><a href="http://www.flickr.com/photos/myklroventine/2601754880/">Big Coffee Cup</a> di Mykl Roventine</p>
<p style="text-align: justify">No, non è una scusa per fare un break dopo l’altro durante le ore di lavoro, è la scienza che lo dice: la pausa caffé aiuta il cervello!<br />
Come contraddirla? <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&amp;ID_articolo=1620&amp;ID_sezione=243&amp;sezione=">Uno studio</a> condotto dal dipartimento di Psicologia della New York University da Lila Davachi e Arselle Tambini (i cognomi italiani saranno una casualità?)  non lascia dubbi: piccoli break durante la giornata lavorativa favorirebbero la concentrazione, la memorizzazione e l’apprendimento di ciò che si è appena incamerato nel cervello. Monitorando quest’ultimo attraverso una risonanza magnetica, in modo da evidenziarne le aree di attività nel corso di tutto l’esperimento, le studiose hanno mostrato coppie di immagini a un gruppo di persone; hanno poi concesso un break di alcuni minuti e, infine, a sorpresa, hanno chiesto di ricordare le fotografie precedentemente viste. Cosa è emerso? Durante la pausa, le parti di ippocampo e di corteccia che si erano attivate durante la visione delle foto si sono riattivate durante la pausa e, maggiore è stata questa riattivazione, tanto più intenso si è rivelato il ricordo.<br />
Ricerche, che potremmo definire “di casa nostra”, inoltre, non fanno altro che confermare questa idea. Stavolta si tratta di uno psicologo, <a href="http://www.postfiera.org/archives/1116">Guido Sarchielli</a>, il quale afferma che le pause caffé incoraggerebbero l’<strong>aumento di produttività!</strong> Certo, dovrebbero essere “misurate”: ideale <strong>tre stacchi da 10 minuti</strong> prima dei momenti critici. Nelle giornate meno impegnative gli orari ideali sarebbero quelli dopo le 11 del mattino e intorno alle 14.30 pomeridiane. Tale indagine, inoltre, ci rivela che una eccessiva dilatazione dei tempi davanti alle macchinette e l’alta frequenza di caffè sarebbero chiari segnali di difficoltà e malcontento sul luogo di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">E che dire dell’<a href="http://www.artigianinet.com/NOTIZIE/AREETEMATICHE/OCCUPAZIONELAVORO/dw_19_279_9065.html">indagine</a> condotta dalla Camera di Commercio di Milano su un campione di imprenditori? Proprio loro difendono la pausa caffé, sostenendo che questa piacevole abitudine contribuirebbe a mantenere un <strong>ottimo clima di lavoro</strong> e a operare con maggior profitto.</p>
<p style="text-align: justify">Un piccolo sondaggio non ce lo siamo fatti mancare neppure noi. Che il coffee break fosse molto apprezzato e desiderato già lo si sapeva; ma quali i motivi principali? Recuperare la dimensione corporea (qualcuno azzarda una soluzione: il massaggio…non sarà un po’ troppo?); avere un contatto reale con altri esseri umani (cos’avrà voluto dire???, ok dai abbiamo capito); uscire all’aria aperta; sfogarsi, nutrire il corpo e lo spirito, recuperare energia e muoversi (la cyclette a tale proposito…).</p>
<p style="text-align: justify">Senza scomodare Schlegel e la sua esortazione all’ozio come disimpegno dal mondo produttivo (non sia mai!) è indubbio che noi sosterremo sempre un breve intervallo, sia che si tratti di caffé, di the, di tisana digestiva al carciofo, liquirizia e verbena o di pozione drenante al finocchio.</p>
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		<title>Da domani caffé per         tutti</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2010/02/22/caffe-tutti/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Project</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevate perso le speranze? E invece eccoci nuovamente all’opera…con un vestito nuovo! Ebbene sì, abbiamo deciso di dare un taglio diverso al blog, con l’immutata volontà di sollecitare la vostra curiosità riguardo ai temi più o meno caldi del mondo delle organizzazioni…
La vecchia impostazione, più seria e autorevole, lascia il posto ad una più ironica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Avevate perso le speranze? E invece eccoci nuovamente all’opera…con un vestito nuovo! Ebbene sì, abbiamo deciso di dare un taglio diverso al blog, con l’immutata volontà di sollecitare la vostra curiosità riguardo ai temi più o meno caldi del mondo delle organizzazioni…</p>
<p style="text-align: justify">La vecchia impostazione, più seria e autorevole, lascia il posto ad una più ironica e informale, nella convinzione che esprimere la nostra opinione e palesare ciò che ci piace, in modo diretto e spontaneo, sia la soluzione migliore per comunicare con voi! Hasta pronto…e da domani caffé per tutti!</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignnone size-full wp-image-1447" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2010/02/cafblog.jpg" alt="cafblog" width="500" height="704" /></p>
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		<title>6 modi per sviluppare la leadership</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2010/02/19/6-modi-per-sviluppare-la-leadership/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il talento è dote, capacità, inclinazione, estro, ingegno e genialità o, con le parole del filosofo Ludwing Wittgenstein, “fonte da cui sgorga acqua sempre nuova”.
Si tratta di un’inclinazione insita nell’individuo tuttavia non gratuita. Non vi si può disporre senza sforzo. È strumento grezzo e piena potenzialità, che solo il lavoro, l’impegno e l’esercizio possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong><strong><ins></ins></strong>Il talento è dote, capacità, inclinazione, estro, ingegno e genialità o, con le parole del filosofo Ludwing Wittgenstein, “fonte da cui sgorga acqua sempre nuova”.</p>
<p>Si tratta di un’inclinazione insita nell’individuo tuttavia non gratuita. Non vi si può disporre senza<del></del> sforzo. È strumento grezzo e piena potenzialità, che solo il lavoro, l’impegno e l’esercizio possono plasmare. Scacciamo, dunque, la falsa credenza che il talento sia esclusivamente qualcosa che la natura concede, per accogliere quella che lo concepisce quale peculiarità su cui l’individuo può lavorare.</p>
<p><del></del><del></del> Essere leader e detenere la leadership richiede, <del></del> soprattutto il riconoscimento e l’espressione dei propri talenti, così da<del></del> poter incitare i collaboratori a fare lo stesso.</p>
<p><del></del>“Accendere il talento” è il percorso formativo nel quale 6 docenti/artisti, ognuno per una giornata e con cadenza bimestrale, <del></del> accompagnano i partecipanti nel riconoscimento e nello sviluppo del proprio talento e delle proprie doti di leadership.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="550" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F8764890%40N04%2Fshow%2Fwith%2F3895214585%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F8764890%40N04%2Fwith%2F3895214585%2F&amp;user_id=8764890@N04&amp;jump_to=3895214585" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="450" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowfullscreen="true" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2F8764890%40N04%2Fshow%2Fwith%2F3895214585%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2F8764890%40N04%2Fwith%2F3895214585%2F&amp;user_id=8764890@N04&amp;jump_to=3895214585"></embed></object></p>
<p>Per maggiori informazioni Visita il sito <span><a rel="nofollow" href="http://www.accendereiltalento.it/">http://www.accendereiltalento.it</a></span> o cerca <a href="http://www.facebook.com/home.php#!/pages/Brescia-Italy/Accendere-il-Talento/309570623712?ref=ts">Accendereiltalento su facebook</a>.</p>
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		<title>Corso “Tecnico Certificatore Energetico”</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/12/11/tecnico-certificatore-energetico/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[ProjectGroup]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>

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		<description><![CDATA[per l’accreditamento dei soggetti certificatori della regione Lombardia
P-Learning ha organizzato un corso sulla certificazione energetica degli edifici, riconosciuto valido dal CENED (cod.460), ai fini del successivo accreditamento dei professionisti nell’elenco dei Soggetti certificatori accreditati.
Il corso ha ottenuto il patrocinio di:
–  Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia,
– INARSIND Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>per l’accreditamento dei soggetti certificatori della regione Lombardia</h4>
<p><a href="http://p-learning.com/">P-Learning</a> ha organizzato un corso sulla certificazione energetica degli edifici, riconosciuto valido dal CENED (cod.460), ai fini del successivo accreditamento dei professionisti nell’elenco dei Soggetti certificatori accreditati.</p>
<p>Il corso ha ottenuto il patrocinio di:<br />
–  Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia,<br />
– INARSIND Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti della Provincia di Brescia<br />
<h4>Scopri di che cosa si tratta…</h4>
<div style="width:500px;text-align:left" id="__ss_2680757"><object style="margin:0px" width="500" height="400"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionece-091209053152-phpapp02&#038;stripped_title=presentazione-ce-2680757" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionece-091209053152-phpapp02&#038;stripped_title=presentazione-ce-2680757" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="400"></embed></object></div>
<h5><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/12/Locandina+Corso+Tecnico+Energetico+n°460_ed+2009-20101.pdf">Scarica la Locandina</a> del corso e segui le istruzioni per iscriverti!</h5>
]]></content:encoded>
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		<title>Corso “Il controllo di gestione in edilizia”</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/12/11/corso-il-controllo-di-gestione-in-edilizia/</link>
		<comments>http://www.projectgroup.it/blog/2009/12/11/corso-il-controllo-di-gestione-in-edilizia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 11:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[ProjectGroup]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>

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		<description><![CDATA[P-Learning ha organizzato un corso sul controllo di gestione in edilizia e gode del patrocinio di INARSIND Brescia (Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti della Provincia di Brescia) e dell’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia.
Scopri di cosa si tratta…

Scarica la Locandina del corso e segui le istruzioni per iscriverti!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://p-learning.com/">P-Learning</a> ha organizzato un corso sul controllo di gestione in edilizia e gode del patrocinio di INARSIND Brescia (Sindacato Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti della Provincia di Brescia) e dell’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia.</p>
<h5>Scopri di cosa si tratta…</h5>
<div style="width:500px;text-align:left" id="__ss_2680679"><object style="margin:0px" width="500" height="400"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionecorsocontrollogestioneedilizia-091209051355-phpapp01&#038;rel=0&#038;stripped_title=presentazione-corso-controllo-gestione-edilizia" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionecorsocontrollogestioneedilizia-091209051355-phpapp01&#038;rel=0&#038;stripped_title=presentazione-corso-controllo-gestione-edilizia" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="400"></embed></object></div>
<h5><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/12/Locandina-Corso-Controllo-di-Gestione-in-Edilizia-2009-102.pdf">Scarica la Locandina</a> del corso e segui le istruzioni per iscriverti!</h5>
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		<title>Wiki workshop — comunicato stampa</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/12/09/wiki-workshop-comunicato-stampa/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[ProjectGroup]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa e Media]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 11 dicembre 2009 a Brescia, in via Ghislandi 35, presso la sede Project Group Srl,la presentazione dell’esperienza aziendale di sviluppo di un nuovo sistema di gestione della conoscenza (Enterprise 2.0).
A poco più di un anno dalla partenza, Project Group farà il punto della situazione sulla sua esperienza di implementazione di un nuovo sistema di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 11 dicembre 2009 a Brescia, in via Ghislandi 35, presso la sede Project Group Srl,la presentazione dell’esperienza aziendale di sviluppo di un nuovo sistema di gestione della conoscenza (Enterprise 2.0).</p>
<p>A poco più di un anno dalla partenza, Project Group farà il punto della situazione sulla sua esperienza di implementazione di un nuovo sistema di lavoro e di sviluppo della conoscenza. Giovanni Renzi Brivio, partner della società, ne riporterà i passaggi più significativi indicandone, attraverso l’occhio dell’imprenditore e manager, i principali punti di forza e le maggiori criticità incontrate.</p>
<p>L’intervento si apre con una breve sintesi sul significato dei termini “Enterprise 2.0”, “Coinvolgimento”, “Apprendimento collaborativo”, “Condivisione” e “Reti sociali”. Quali sono state le motivazioni che hanno spinto la società ad adottare questo tipo di approccio e quali i principali passaggi seguiti per guidarne l’implementazione sono invece i contenuti di una seconda sezione nella quale si articolerà la vera e propria timeline del progetto. Gli ostacoli incontrati, alcuni dei quali ancora oggi “problemi aperti”, ed i ritorni tangibili ed intangibili dell’intervento chiuderanno l’incontro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formazione senza costi extra?</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/27/formazione-senza-costi/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 10:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ProjectGroup]]></category>
		<category><![CDATA[valore]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[
Let me tell you a secret… di BékiPe, su Flickr

 ogni mese l’azienda versa all’INPS lo 0,30% per ogni lavoratore dipendente, all’interno della Assicurazione per la disoccupazione involontaria


è possibile decidere di destinare questo 0,30% per la formazione continua dei dipendenti/collaboratori

Come ?

 Aderendo a Fondimpresa o ad altri Fondi interprofessionali
Attivando il Conto Formazione Aziendale

Quando?

 se non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-964" title="a+bird+told+me copy" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/10/a+bird+told+me-copy.jpg" alt="a+bird+told+me copy" width="490" height="368" /></p>
<h5><a title="&amp;quot;Let me tell you a secret...&amp;quot; di BékiPe, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/pbekesi/227875167/">Let me tell you a secret… di BékiPe, su Flickr</a></h5>
<ul>
<li> ogni mese l’azienda versa all’INPS lo 0,30% per ogni lavoratore dipendente, all’interno della Assicurazione per la disoccupazione involontaria</li>
</ul>
<ul>
<li>è possibile decidere di destinare questo 0,30% per la formazione continua dei dipendenti/collaboratori</li>
</ul>
<p><strong>Come ?</strong></p>
<ul>
<li> Aderendo a Fondimpresa o ad altri Fondi interprofessionali</li>
<li>Attivando il Conto Formazione Aziendale</li>
</ul>
<p><strong>Quando?</strong></p>
<ul>
<li> se non è ancora stato fatto, anche ora…</li>
</ul>
<p><strong>Fatto questo…</strong></p>
<ul>
<li> È possibile presentare, in ogni momento, un progetto formativo a Fondimpresa o ad altri fondi interprofessionali a cui avete deciso di aderire</li>
<li>e… sulla base di criteri di idoneità stabiliti dal Fondo, questo coprirà le spese attingendo le risorse dal “Conto Formazione” Aziendale.</li>
</ul>
<p><strong>Quindi…</strong></p>
<div id="__ss_2355941" style="width: 425px; text-align: left;"><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="418" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazioneservizifondimpresa-new3-091027051137-phpapp02&amp;stripped_title=presentazione-servizi-fondimpresa-new3-2355941" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="418" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazioneservizifondimpresa-new3-091027051137-phpapp02&amp;stripped_title=presentazione-servizi-fondimpresa-new3-2355941" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
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		<title>Oltre ogni slogan</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/23/oltre-ogni-slogan/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[slogan]]></category>

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		<description><![CDATA[
São Paulo No Logo fotografie di Tony de Marco sulla legge anti inquinamento visivo a Sao Paulo.
Mi sembra quantomeno riduttiva la lettura del presidente di Manageritalia offerta dall’intervista apparsa su Italia Oggi. Probabilmente la semplificazione è più giornalistica che altro (concediamogli questo alibi). Ma ridurre le questioni delle motivazioni sul lavoro ad un mero problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Oltre ogni slogan" src="http://img.skitch.com/20091023-x8um6k5h6ctb4c7pcdk5tkmx5w.jpg" alt="" width="490" height="368" /></p>
<h5><a href="http://www.flickr.com/photos/tonydemarco/sets/72157600075508212/">São Paulo No Logo</a> fotografie di <a href="http://www.flickr.com/photos/tonydemarco/">Tony de Marco</a> sulla legge anti inquinamento visivo a <a href="http://www.nytimes.com/2006/12/12/world/americas/12iht-brazil.html">Sao Paulo</a>.</h5>
<p>Mi sembra quantomeno riduttiva la <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NNCZV">lettura del presidente di Manageritalia</a> offerta dall’intervista apparsa su Italia Oggi. Probabilmente la semplificazione è più giornalistica che altro (concediamogli questo alibi). Ma ridurre le questioni delle motivazioni sul lavoro ad un mero problema di premi economici a fine mese è, se non altro, miope. Anche il fatto stesso di partire da queste, lo è.</p>
<p>Il problema, se c’è, è di modelli e di partecipazione. E a questo proposito chiedo l’aiuto del pubblico (ovvero un contributo, nei commenti, a chi tecnicamente ne sa più di me).</p>
<p>In parallelo mi sembra di poter dire che ridurre il tema motivazioni-incentivi aziendali ad un mero fatto economico è simile a pensare che <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NNBU9">mettendo un computer in classe</a> (senza avere le basi culturali per il suo corretto utilizzo), si possa cambiare il sistema scolastico come per incanto.</p>
<h3><img class="alignleft size-full wp-image-675" title="news1" src="/wp-content/uploads/2009/06/news1.png" alt="news1" width="64" height="64" />di Giovanni Armanini</h3>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Regolare i persuasori occulti</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/12/regolare-i-persuasori-occulti/</link>
		<comments>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/12/regolare-i-persuasori-occulti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 00:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[FTA]]></category>
		<category><![CDATA[persuasori occulti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Superbokehtheorie di eriwst
Vietato fare marchette (in gergo giornalistico: gli articoli a pagamento). E’ quanto ha stabilito la Federal Trade Commission americana a proposito degli articoli pubblicati sui blog.
Anche se, come spesso accade in questi casi, i confini del provvedimento sembrano rimanere piuttosto flessibili, si tratta del primo tentativo di disciplinare l’utilizzo della “pubblicità mascherata” sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-949" title="28763461_b04e3d216a_o" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/10/28763461_b04e3d216a_o.jpg" alt="28763461_b04e3d216a_o" width="490" height="368" /></p>
<h5><a href="http://www.flickr.com/photos/37977505@N00/2421129047">Superbokehtheorie</a> di eriwst</h5>
<p>Vietato fare marchette (in gergo giornalistico: gli articoli a pagamento). <a href="http://ftc.gov/opa/2009/10/endortest.shtm">E’ quanto ha stabilito</a> la Federal Trade Commission americana a proposito degli articoli pubblicati sui blog.</p>
<p>Anche se, come spesso accade in questi casi, i confini del provvedimento sembrano rimanere piuttosto flessibili, si tratta del primo tentativo di disciplinare l’utilizzo della “pubblicità mascherata” sui blog. Quantomeno su quelli considerati più influenti sulla pubblica opinione perché più frequentati.</p>
<p>La sintesi: i trasgressori rischieranno una multa, anche se la svolta della FTC (nell’aria da tempo) ha più un intento educativo (verso i blogger) e dissuasivo (verso le aziende). Allo stesso modo – ha precisato l’ente americano — i personaggi famosi dovranno rivelare eventuali connessioni con aziende se dovessero promuovere i loro prodotti al di fuori del normale contesto pubblicitario.</p>
<p>Lasciandovi alla lettura ed alle vostre personalissime valutazioni, vorrei solo sottolineare la natura tipica americana di questo provvedimento. In altre parole: secondo gli americani il pubblico è target prevalentemente privo di capacità di scelta, facilmente influenzabile. Io la penso esattamente all’opposto. La sovrabbondanza di pubblicità occulta a mio modo di vedere nuoce gravemente al blogger. Soprattutto in un ambiente mediamente più attento e selettivo come quello del web e dei blognauti.</p>
<h3><img class="alignleft size-full wp-image-675" title="news1" src="/wp-content/uploads/2009/06/news1.png" alt="news1" width="64" height="64" />di Giovanni Armanini</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Tre consigli di scrittura (+ uno)</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/06/tre-consigli-di-scrittura-uno/</link>
		<comments>http://www.projectgroup.it/blog/2009/10/06/tre-consigli-di-scrittura-uno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non ci sono più scuse, oggi, per non migliorare, anche ciò che scriviamo!
Trovo, navigando,  un piccolo pezzo che dà alcuni illuminanti suggerimenti su come scrivere (fuori e dentro il web). Le regole sono poche:
1)    CHIAREZZA:
enfatizza ciò che è importante
de enfatizza ciò che è secondario
elimina ciò che non ha alcuna importanza
2)  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20091006-f1n41kpeewjays6dmxtexrtxg2.jpg" alt="" width="490" height="172" /></p>
<h3>Non ci sono più scuse, oggi, per non migliorare, anche ciò che scriviamo!</h3>
<p>Trovo, navigando,  <a href="http://www.acm.org/ubiquity/volume_10/v10i2_yaffe.html">un piccolo pezzo</a> che dà alcuni illuminanti suggerimenti su come scrivere (fuori e dentro il web). Le regole sono poche:<br />
1)    CHIAREZZA:<br />
enfatizza ciò che è importante<br />
de enfatizza ciò che è secondario<br />
elimina ciò che non ha alcuna importanza<br />
2)    SINTESI:<br />
che il testo sia lungo quanto necessario<br />
e sia corto quanto possibile<br />
3)    DENSITA’:<br />
Le informazioni contenute nel testo devono essere precise<br />
e collegate in maniera logica</p>
<p>A questa sorta di Test, l’autore Peter Yaffe, ex reporter del New York Times e ora consulente di comunicazione, aggiunge un’ultima dritta.<br />
Costruisci le frasi tenendo conto di due posizioni strategiche (hotspot): <strong>l’inizio e la fine.</strong><br />
Le prime e le ultime parole di una frase sono quelle sulle quali si concentra l’attenzione del lettore.<br />
Provo ad applicare e mi blocco all’inizio: come riordinerebbe Mr Yaffe la frase iniziale di questo post??!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani Analisti</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/23/giovani-analisti/</link>
		<comments>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/23/giovani-analisti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 10:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Superbokehtheorie di eriwst
Un 15 enne lascia a bocca aperta analisti finanziari, manager ed esperti di web marketing, con alcune osservazioni sull’utilizzo che i giovani fanno delle tecnologie e di Internet. Sui blog parte la discussione: banalità o originalità? La storia di inizio estate (ripresa da Il Sole 24 Ore con una intera pagina) ha diviso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img.skitch.com/20090923-8gufk476yacmenr9qbqqdebwdx.jpg" alt="Superbokehtheorie" width="490" height="328" /></p>
<h5><a href="http://www.flickr.com/photos/37977505@N00/2421129047">Superbokehtheorie</a> di eriwst</h5>
<p>Un 15 enne lascia a bocca aperta analisti finanziari, manager ed esperti di web marketing, con alcune osservazioni sull’utilizzo che i giovani fanno delle tecnologie e di Internet. Sui blog parte la discussione: banalità o originalità? La storia di inizio estate (ripresa da Il Sole 24 Ore con una intera pagina) ha diviso le opinioni.</p>
<p>Lo studente liceale Mattew Robson durante lo stage estivo negli uffici degli analisti della Morgan Stanley a Londra, ha descritto in uno studio dal titolo «How teenage consume media» come lui e i suoi amici. Leggendo il rapporto del giovane stagista, investitori, analisti ed esperti del web sono rimasti stupiti. Il capo della ricerca sui media della banca d’affari londinese, Edward Hill-Wood ha definito le osservazioni di Robson «tra le più chiare, approfondite ed interessanti» che avessero mai visto, al punto di pubblicarlo e diffonderlo.</p>
<p>La relazione promuove Facebook a pieni voti perchè «permette di interagire con gli amici su larga scala», mentre boccia Twitter che «ha molti iscritti ma non è utilizzato perché i profili non li vede nessuno e mandare messaggi consuma credito». Per il giovane stagista gli adolescenti non leggono i giornali perchè non interessati a lunghe pagine di testo. Preferiscono invece i titoli o le sintesi che si trovano sul web. Per quanto</p>
<p>riguarda i cellulari invece a farla da padrone è il Bluetooth, che è gratuito, mentre i servizi che vendono suonerie, sfondi e applicazioni sono snobbati.</p>
<p>Le verità dello stagista quindicenne non hanno aggiunto nulla di particolarmente interessante per chi mastica la materia. Cosa c’è di nuovo nel fatto che con un 15enne ed un 30enne il marketing debba comunicare in modo diverso?</p>
<p>La riflessione è un’altra. Se un quindicenne è in grado di analizzare con tale lucidità il mondo mediatico che lo circonda (non con riflessioni geniali, ma con normali deduzioni alla portata di molti), il sistema si deve interrogare: si è compiuto un passaggio generazionale irreversibile. Oggi sin dall’adolescenza sono diffusi strumenti di valutazione qualitativa e di selezione dei messaggi. È una rivoluzione vera e propria che non può essere ignorata dagli strateghi del mondo dei media e che soprattutto spinge in una direzione univoca. Qualità, verità, capacità di analisi, alta selezione. Sin dalla tenera età.</p>
<p>La storia si inserisce nelle riflessioni dei due post precedenti: il futuro dei media non può prescindere dalla qualità, il posizionamento pubblicitario dei marchi (anche quelli delle piccole aziende), non potrà assolutamente trascurare l’abbinamento quasi automatico fra il messaggio pubblicitario ed il messaggio giornalistico, ormai complementari. <a href="http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=5335&amp;area_id=4&amp;mac=2">Una interessante riflessione che peraltro ho ritrovato in questo articolo di Comunitàzione, che fa riferimento anche alla pellicola Videocracy, attualmente nelle sale.</a></p>
<h3><img class="alignleft size-full wp-image-675" title="news1" src="/wp-content/uploads/2009/06/news1.png" alt="news1" width="64" height="64" />di Giovanni Armanini</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>La pubblicità, marchio di qualità</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/21/la-pubblicita-marchio-di-qualita/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>

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		<description><![CDATA[
One of the few ads in Fayetteville di yukatafish
Nel post precedente ho sottolineato come il modello del pagamento diretto delle news sia ormai superato. Anche per chi (vedi la carta stampata con esclusione della free press) dai ricavi in edicola ancora trae una percentuale significativa dei propri ricavi.
Rimane il problema del modello di business per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img.skitch.com/20090921-keiy7byx5aq553uxwryk8cedqn.jpg" alt="One of the few ads in Fayetteville" width="490" height="328" /></p>
<h5><a href="http://www.flickr.com/photos/yukatafish/2616061290/">One of the few ads in Fayetteville</a> di yukatafish</h5>
<p>Nel post precedente ho sottolineato come il modello del pagamento diretto delle news sia ormai superato. Anche per chi (vedi la carta stampata con esclusione della free press) dai ricavi in edicola ancora trae una percentuale significativa dei propri ricavi.</p>
<p>Rimane il problema del modello di business per il futuro, alla luce di una difficoltà evidente del mercato editoriale che ha perso copie, tagliato redazioni e strutture, ridimensionato i piani.</p>
<p>L’esempio viene da molti settori. Prendo uno spunto fra tanti possibili. Il mercato della calzatura si sta riposizionando alzando i prezzi dei prodotti. I dati dell’associazione di categoria (Anci) parlano di un incremento del prezzo medio di acquisto dell’1,7% anziché un +5,5% per le scarpe in pelle da passeggio nel primo semestre del 2009.</p>
<p>Lo stesso dovrebbe fare il mondo dei media: selezionare gli inserzionisti nel segno della qualità, in altre parole alzare le soglie d’accesso. Anni fa Linus su radio DeeJay lo disse chiaramente: “non tutti possono essere inserzionisti della nostra emittente”. Ebbene, quella che sui media leader del mercato è una strategia consolidata dovrebbe diventarlo progressivamente anche per gli altri. Non si tratta di rinunciare a potenziali ricavi facendo un salto nel vuoto, ma di affermare un rapporto biunivoco di interessi fra testate e inserzionisti.</p>
<p>Diffondere la logica del posizionamento dei grandi investitori alle piccole e medie imprese è una chiave di volta interessante. Poniamo l’esempio dei quotidiani locali. Se la mia testata si distingue per qualità dell’informazione dalle altre presenti sul mercato lo deve fare anche selezionando chi ha le caratteristiche per esserne un autorevole inserzionista. Prendete i free press: nella città di Brescia per esempio ne conto a memoria almeno 5, con un livello qualitativo dell’informazione certamente inferiore rispetto ai due quotidiani principali, ma con la stessa identica politica publicitaria: se paghi sei in pagina, che tu sia una primaria azienda o un pluriprotestato dalla dubbia moralità non conta, a patto che paghi il dovuto.</p>
<p>Un brand importante come Coca Cola non si posiziona ovunque, sceglie il meglio. Perchè questa logica non deve funzionare anche in una Pmi legata al territorio che tiene alla valorizzazione della sua immagine? Ed il ragionamento può valere per i media tradizionali come per l’online e per i blog. Qualità e autorevolezza contano per chi scrive e per chi fa le inserzioni finanziando indirettamente l’attività giornalistica – informativa — divulgativa.</p>
<p>Il pubblico, al contrario di quello che si crede, riconosce la qualità di una testata anche da questo. E classifica anche in base ai brand che vede nelle inserzioni. Una realtà talmente vera (ma sottovalutata) questa, da aver recentemente creato negli Usa un vero e proprio “caso” alla Morgan Stanley di cui parleremo nel prossimo post. (2. continua).</p>
<h3><img class="alignleft size-full wp-image-675" title="news1" src="/wp-content/uploads/2009/06/news1.png" alt="news1" width="64" height="64" />di Giovanni Armanini</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>Il prezzo di una notizia</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/17/il-prezzo-di-una-notizia/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[valore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema di pagare le news è solo un falso problema.

untitled di Hamed Saber.
Alla luce della crisi del mercato editoriale Murdoch ha avanzato la proposta di studiare un sistema di micropagamento degli articoli. Google in questi ultimi giorni sembra avere pronta una nuova applicazione per assecondare questa idea.
Il tema è affascinante è complesso. Il problema, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il problema di pagare le news è solo un falso problema.</h3>
<h3><img src="http://img.skitch.com/20090917-bpn2iga9955i866ehq6grnxdgm.jpg" alt="ggg" width="490" height="285" /></h3>
<h5><a href="http://www.flickr.com/photos/44124425616@N01/512309138"><span style="font-weight: normal;">untitled</span></a><span style="font-weight: normal;"> di Hamed Saber.</span></h5>
<p>Alla luce della crisi del mercato editoriale <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/08/murdoch-consorzio-online.shtml?uuid=cc70090a-8f13-11de-840d-a08d689d5933&amp;DocRulesView=Libero">Murdoch ha avanzato la proposta </a>di studiare un sistema di micropagamento degli articoli. <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2009-09-10_110423913.html">Google in questi ultimi giorni sembra avere pronta una nuova applicazione per assecondare questa idea.</a></p>
<p>Il tema è affascinante è complesso. Il problema, a mio giudizio, non sta nel quanto si paga ma nel perché. La lettura è un consumo emozionale, come la visione di un cinema, l’andare ad un concerto. Informarsi non è un problema di lettura ma di fonti, spesso ci si informa in via accidentale, perchè le news arrivano in ogni modo: dalla tv mentre siamo seduti in pausa pranzo, dal web e dai social network, da un quotidiano trovato in un locale pubblico. Possiamo essere interessati a pagare per leggere un articolo di una grande firma (non mi dilungherò sull’aggettivo “grande”) ma difficilmente lo faremo on line per avere un aggiornamento informativo.</p>
<p>Vado oltre. L’informazione a pagamento nel 2010 è superata. Esiste ancora la nicchia delle edicole, che probabilmente resisterà nei secoli, ma quanto copre in percentuale l’informazione pagata rispetto al totale di messaggi ricevuti da una persona in una giornata qualsiasi? I quotidiani sono stati spiazzati dalla gratuità di Internet. Ma non si pongono lo stesso problema se tutti i bar mettono una copia a disposizione di centinaia di potenziali non clienti delle edicole. Semplicemente si adattano, e vendono la pubblicità sui contatti stimati anziché sulle copie vendute.</p>
<p>In sintesi: pensare al pagamento diretto dell’informazione in un’epoca dove tutto è informazione è miope, quantomeno conservatore. Significa ignorare che oggi la gente si informa già in maniera gratuita, spesso accidentale, non organizzata, multimediale. Allo stesso modo significa ignorare gli stessi business model delle aziende che dalle vendite in edicola traggono parte dei profitti, basate su ricavi che sono prevalentemente pubblicitari.</p>
<p>L’unica via d’uscita è interpretare gli interessi che possono determinare un nuovo modello vincente. E in questa valutazione penso che gli inserzionisti abbiano più peso dei lettori. Meglio prendere un euro alla volta dai lettori oppure mille euro alla volta dagli inserzionisti? è evidente che che se i lettori hanno tante alternative è meglio incentivare gli inserzionisti e fidelizzarli. Ma come? La risposta è nella qualità visto che ormai il prezzo diretto (l’euro del giornale in edicola, o i millesimi dei micropagamenti immaginati sul web) è ipersvalutato dall’eccesso di fonti.</p>
<h3><img class="alignleft size-full wp-image-675" title="news1" src="/wp-content/uploads/2009/06/news1.png" alt="news1" width="64" height="64" />di Giovanni Armanini</h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Stiamo costruendo nuove reti</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/16/stiamo-costruendo-nuove-reti/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 14:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Scrivi il tuo nome
2. Legalo ai tuoi contatti
3. Costruisci la tua rete


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>1. Scrivi il tuo nome<br />
2. Legalo ai tuoi contatti<br />
3. Costruisci la tua rete</h3>
<p><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/rete-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-896" title="rete-1" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/rete-11.jpg" alt="rete-1" width="490" height="328" /></a></p>
<p><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/semi-11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-895" title="semi-1" src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/semi-11.jpg" alt="semi-1" width="490" height="327" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>WebCamp, cloudCamp, workshop 2009/2010</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/15/webcamp-cloudcamp-workshop-20092010/</link>
		<comments>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/15/webcamp-cloudcamp-workshop-20092010/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 07:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[webcamp]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontri che stimolano idee
Abbiamo collezionato le date degli eventi 2009/2010 ai quali cercheremo di partecipare: dalla rete al design, dall’enterprise 2.0 alla comunicazione su web, saranno ottimi momenti in cui conoscersi!
23 Ottobre &#38; 23 Novembre 2009 — http://carsonworkshops.com/

dal 23 al 25 settembre 2009 — http://teachme6.org/

dal 24 al 26 Giugno 2010 — http://www.offf.ws/ 

dal 2 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Incontri che stimolano idee</h1>
<h3>Abbiamo collezionato le date degli eventi 2009/2010 ai quali cercheremo di partecipare: dalla rete al design, dall’enterprise 2.0 alla comunicazione su web, saranno ottimi momenti in cui conoscersi!</h3>
<p>23 Ottobre &amp; 23 Novembre 2009 — <a href="http://carsonworkshops.com/">http://carsonworkshops.com/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-fat6fwrdb1nkcanqktf3friycf.jpg" alt="" width="490" height="266" /></p>
<p>dal 23 al 25 settembre 2009 — <a href="http://teachme6.org/">http://teachme6.org/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-r2afd4rtimheirua2rpk1qj4he.jpg" alt="" width="490" height="291" /></p>
<p>dal 24 al 26 Giugno 2010 — <a href="http://www.offf.ws/">http://www.offf.ws/ </a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-xib361kq2ghq3iwtyse4b26fay.jpg" alt="" width="490" height="308" /></p>
<p>dal 2 al 7 Febbraio 2010 —  <a href="http://www.transmediale.de/">http://www.transmediale.de/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-rr21ttmdd6yr6jirq57wuj67e5.jpg" alt="" width="490" height="264" /></p>
<p>22 settembre 2009 — <a href="http://www.unibocconi.it/eventi">http://www.unibocconi.it/eventi</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-tsyhat3t6x9ytmcn8ikyuu8tyw.jpg" alt="" width="490" height="351" /></p>
<p><a href="http://www.aroundtheworldin140days.com/">http://www.aroundtheworldin140days.com/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-c825kdmu2w9wmr22jgc8cxqxb3.jpg" alt="" width="490" height="342" /></p>
<p>dal 2 al 4 ottobre 2009 — <a href="http://www.blogfest.it/">http://www.blogfest.it/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-hakxa4fffgcfmuax6rs3ria4h.jpg" alt="" width="490" height="130" /></p>
<p>2010 — <a href="http://enterprise2forum.it/">http://enterprise2forum.it/</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-gewrwh56qsk6rpfpfx1yey7dxu.jpg" alt="" width="490" height="256" /></p>
<p>3 e 4 Novembre 2009 — <a href="http://www.iabforum.it/iab-forum-milano-2009/">http://www.iabforum.it/iab-forum-milano-2009/ </a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://img.skitch.com/20090911-pq9btd4uj6fpeygg8wp5spgsu1.jpg" alt="" width="490" height="221" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/15/webcamp-cloudcamp-workshop-20092010/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Provocazioni Organizzative</title>
		<link>http://www.projectgroup.it/blog/2009/09/14/provocazioni-organizzative/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 13:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[consulenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un commento a “Cronaca” quotidiano di Cremona, del 31 Agosto 2009.
Sembra davvero incredibile ma ancora una volta Darwin, e prima di lui Anassimene, dimostrano la propria ragione: la capacità di adattarsi è realmente ciò che consente ad un organismo di sopravvivere. In questo caso l’organismo è una organizzazione, un insieme di risorse, mezzi, persone, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Un commento a “Cronaca” quotidiano di Cremona, del 31 Agosto 2009.</h3>
<p>Sembra davvero incredibile ma ancora una volta Darwin, e prima di lui Anassimene, dimostrano la propria ragione: la capacità di adattarsi è realmente ciò che consente ad un organismo di sopravvivere. In questo caso l’organismo è una organizzazione, un insieme di risorse, mezzi, persone, un organismo che si muove in un contesto per anni rimasto inalterato e che ora definire “in rapida mutazione” sembrerebbe riduttivo. Così l’attuale guida dell’Ente chiama ora tutta l’organizzazione ad un ripensamento importante, vorremmo dire “imprescindibile”.<br />
Ma esiste un rischio, un grande rischio, che proprio questo tipo di cambiamento nasconde, un rischio sottolineato dalle parole che Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella sua opera “il Gattopardo” fa pronunciare al principe Tancredi: <em>“bisogna cambiare tutto per non cambiare niente.”</em></p>
<p><em><a href="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/Cronaca-di-Cremona.pdf"><img class="alignnone size-full wp-image-872" title="Cronaca - Cremona " src="http://www.projectgroup.it/wp-content/uploads/2009/09/Cronaca-di-Cremona.pdf.jpg" alt="Cronaca - Cremona " width="490" height="248" /></a><br />
</em></p>
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