Cosa mangiano i colleghi indiani? Posted by alessandro on August 6, 2010 ·

Un’alimentazione fortemente speziata è garanzia di buona salute”.  È questo il principio ispiratore della cucina indiana, che si pre­senta molto varia da regione a regione, e che offre un vasto assortimento di piatti e di tecniche di cottura.

I prodotti culinari principali sono il riso, l’Atta (farina integrale di grano) e una grande quantità di legumi, tra cui: masoor  (lenticchie rosse speziate), bengal gram (un legume della famiglia dei ceci), toor ( detto pisello giallo), urad (un legume piccolo bianco grigiastro e rettangolare) e mung (fagiolo  giallastro e rettangolare).

L’India del nord è caratterizzata dal ghee, un soffritto di spezie fatto con burro chiarificato, che fa da base per ogni pre­parazione.  Si consumano soprattutto latticini  (yogurt e latte per primi), diversi tipi di pane (il roti è uno dei più diffusi) e carne grigliata (agnello e capra).

I piatti principali sono i pulao persiani, miscugli di riso e carne con zafferano e i biryani, piatti unici a base di riso, carne o pesce, e verdure.

L’India del sud invece è pre­valentemente vegetariana. Si consumano legumi , cereali e molto riso. Il burro è sostituito dall’olio vegetale. Oltre alla verdura vi è un grande consumo di frutta:  anacardo, banana, limone, gua­iava, mango, papaia, tamarindo.

Sulla costa tropicale si mangia invece molto pesce, crostacei e molluschi, rigorosamente speziati.

Generalmente per il pranzo i lavoratori portano da casa il “tiffin” (il bento giapponese o la schiscetta milanese per intenderci), contenente piccoli assaggi di piatti diversi…

Valigia alla mano. Non ci rimane che fare un altro “viaggio d’esplorazione”.

(Fonte http://en.wikipedia.org/wiki/Indian_cuisine)

Cosa mangiano i colleghi giapponesi?… Posted by alessandro on August 4, 2010 ·

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I Miss Japanese Food da roybuloy

Cosa mangeranno i lavoratori giapponesi durante il loro lunch break? Rapiti da una vorticosa curiosità, ci siamo documentati…et voilà:  il loro “pezzo forte” per il pranzo pare proprio che siano i noodles (strisce o fili ottenuti dalla lavorazione di un impasto di farina, acqua e sale o un composto di sali alcalini) o il riso, accompagnati da carne, pesce e verdure.

Il tutto è servito  nel brodo e…in un’unica ciotola.

Ma andiamo più a fondo. Esistono diversi tipi di noodles e altrettanti modi di cucinarli.

Il ramen, ad esempio,  consiste in “spaghetti” in brodo di carne o pesce, con aggiunta di uova,  pezzi di carne (di pollo o di maiale) e molluschi, verdure cotte o crude. L’udon, invece, è pre­parato con noodles di farina di grano tenero, sale e acqua; sono serviti in brodo e sono guarniti con tofu (caglio di semi di soia) o gamberi tempura.  La soba, infine, è costituita da sottili tagliatelle di farina di frumento e grano saraceno, anche queste solitamente in brodo. E al termine di ogni pasto…una buona tazza di the verde!

Tuttavia, questi piatti non si pre­stano a spostamenti lunghi e turbolenti, come può essere il viaggio da casa al lavoro.

Per questo motivo i nostri colleghi nipponici hanno ideato il bento: una vera e propria scatola porta pranzo (la nostra schiscetta, per intenderci), con un menù decisamente più asciutto e veloce,  composto da rotoli di sushi, riso cotto a vapore, palle di riso, ma anche i più “occidentali” sandwiches e hamburger.

Vi è venuta fame? A noi un po’…

(Fonte: http://japanesefood.about.com/od/holidaytraditionalfood/a/introduction.htm)

In Europa che si mangia? Posted by Project on July 21, 2010 ·

european market da pawelbak

Della pausa pranzo all’italiana già sappiamo un sacco di cose, ma che dire di quella degli altri lavoratori europei? Una ricerca condotta all’interno del più ampio “Progetto Food”  in 6 Paesi del Vecchio Continente (Italia, Francia, Spagna, Belgio, Svezia e Repubblica Ceca) ci viene in aiuto.

Da un lato, come già avevamo rivelato a proposito del nostro Paese, è emersa una tendenza comune al graduale abbandono di fast food e panini, a favore di un’alimentazione più corretta e bilanciata da consumare in luoghi tranquilli e confortevoli, come mense e ristoranti; dall’altro le caratteristiche culinarie tipiche dei Paesi coinvolti sono apparse pre­potenti.

Gli spagnoli hanno dichiarato fedeltà e amore quasi totale al loro “hamon serrano” (molto simile al tradizionale prosciutto crudo);  gli svedesi e i cechi alle loro tipiche zuppe, mentre i francesi, indovinate un po’,  ai loro rinomatis­simi formaggi! Beh, inutile dire che per gli italiani la regina culinaria si è rivelata ancora la pasta.

E per dis­setarsi invece? Pare che l’acqua non abbia rivali…

A tavola siamo davvero sempre più attenti. Non c’è che dire.

Con chi trascorri la tua pausa pranzo? Posted by Project on July 15, 2010 ·

Four Builders On A Bench da Watt Dabney

Con chi trascorri abitualmente la pausa pranzo?”. Dal momento che, per ragioni logistiche e di tempo, non ci è stato pos­sibile realizzare un vero e proprio sondaggio, abbiamo provato a ipotizzare le pos­sibili opzioni.

La risposta più ovvia sembra essere i colleghi, e forse lo è. La maggior parte dei lavoratori, infatti, si trova costretta (per ragioni di tempo e organizzative) a pranzare con i propri compagni di lavoro: la sorte a questo punto gioca un ruolo fondamentale, nell’averti “concesso” persone simpatiche, piacevoli e divertenti, o, al contrario, musone, serie e alquanto noiose.

Tuttavia c’è anche chi, potendo uscire dal proprio stabile pre­ferisce pasteggiare in compagnia dei familiari, ovvero: genitori, coniugi, figli, cugini, zii, nonni

Amici, fidanzati o amanti potrebbero essere ulteriori e valide alternative. Se pre­feribili, lo lasciamo giudicare a voi.

Seppur in rari casi ci potrebbero essere individui “solitari”, amanti dell’isolamento e della quiete assoluta (ammesso che quest’ultima sia realmente pos­sibile). Il probabile rischio? Pas­sare per asociali e inimicarsi la solidarietà dei colleghi, oltre a fomentare interminabili chiacchiere sul proprio conto.

Comunque sia…buon appetito.

Curare un orto al lavoro: i “Corporate Gardens” Posted by Project on July 8, 2010 ·

vegetable garden, detail

È tutta statunitense la nuova tendenza dei “Corporate Gardens”, o in italiano, gli “Orti della pausa pranzo”: appezzamenti di terreno coltivabile messi a disposizione dalle grandi aziende per i propri dipendenti. Google e Yahoo sono state le prime ad attuare tale iniziativa (e già da qualche anno),  ma ora il fenomeno si è davvero esteso, coinvolgendo centinaia di corporations, tra cui PepsiCo e Toyota.

Galeotta” sembra essere stata la crisi: al posto dell’irrealizzabile aumento di stipendio, l’azienda ha pensato di offrire ai dipendenti la pos­sibilità di coltivare ortaggi freschi e consumarli, anche a casa propria.

I vantaggi? Oltre a quello strettamente economico, sono da ricordare la pos­sibilità di pas­sare la pausa pranzo all’aria aperta e di consumare cibi sani

Manager ed esperti di risorse umane, inoltre, hanno ravvisato in tale pratica un valido strumento per “avvicinare” i dipendenti tra di loro; il lavoro nei campi, infatti, appianerebbe i consueti livelli gerarchici e creerebbe condizioni di convivenza più armonica e gradevole.

L’iniziativa pare stia riscuotendo molto successo, anche se alcuni lavoratori hanno mostrato un calo di motivazione e interesse per la nuova attività.

Un inconveniente tra tutti? Sporchi e mal vestiti si rendono neces­sari lavaggio rapido e completo, con cambio d’abito incluso…

Fonte: http://www.nytimes.com/2010/05/12/dining/12gardens.html

Sì ma, cosa devo mangiare? Posted by Project on July 1, 2010 ·

Fruit&VegetableBox da Karimian

Mangiare in pausa pranzo…sì, ma che cosa?! Tutto ciò che è leggero e naturale va benis­simo: via libera a verdura e carni magre affettate. anche la pasta al pomodoro o un secondo piatto di pesce.

I panini sono concessi, purché non si tratti di focacce, piadine o panini con salse e farciture varie. Assolutamente bene il pane comune o integrale con verdure grigliate, tacchino, bresaola, prosciutto cotto o crudo.

Udite udite: il trancio di pizza è ammesso…in fondo fa da piatto unico (UNICO, capito?).

Al bando primi piatti elaborati  e secondi piatti fritti…

Giusto per la cronaca: le patatine, è vero, fanno parte della categoria “verdura”, ma oltre a contenere amido in grandi quantità sono fritte, perciò grasse.

Le cosiddette “insalatone” vanno benone, ovviamente se non arricchite da una quantità imbarazzante di mozzarella, uova, olive, prosciutto e, perché no?, maionese.

Della frutta che dire? Non deve mancare per l’apporto giornaliero indispensabile di vitamine. Assolutamente da pre­ferire al dolce. E ti pareva.

Fonti: http://www.dieta.clicklick.it/Cosa-mangiare-in-pausa-pranzo.html; http://blog.giallozafferano.it/index.php/pausa-pranzo/; http://www.humanitasalute.it/index.php/component/content/article/258-stili-di-vita/5216-linsalata-della-pausa-pranzo

Cosa fai in pausa pranzo? Posted by Project on June 24, 2010 ·

Lunch break da moriza

Cosa fai in pausa pranzo?”. E’ questo l’interrogativo di un sondaggio on-line lanciato da Monster.it che ha attirato la nosra attenzione. I risultati? Poco più della metà degli italiani (54%) si gode il diritto del proprio break, mangiando con calma  e in modo completo, mentre l’altra “quasi metà” dei lavoratori (46%) si colloca all’estremo opposto, pre­ferendo saltarla o mangiare un panino veloce, direttamente davanti al proprio pc.

Un dato interes­sante è rappresentato da quell’11% che, pur digiunando, cerca di godersi l’aria aperta, pas­seggiando e rilas­sandosi in vista delle restanti ore di impegno.

Un’idea più che condivisibile nei mesi più caldi, ma che ci risulta essere difficile sposare nei periodi più freddi e rigidi…

E voi? Siete tra quelli che si godono il break fino in fondo o, piuttosto, tra gli “stacanovisti frustrati” che sostano davanti al pc?

L’importanza della pausa pranzo Posted by Project on June 16, 2010 ·

Dublin Marrion Square da jmenard

Nel caso non vi fosse ancora ben chiaro: la pausa pranzo si deve fare! Mai restare digiuni per più di 6 ore di seguito, pena un calo di zuccheri, di energie e di efficienza sul lavoro. Tale affermazione è tanto più vera se si tiene conto che noi italiani, a differenza degli altri popoli anglosas­soni, non facciamo una colazione molto abbondante e, pertanto, neces­sitiamo di “carburare” molto tempo prima.

Tuttavia mangiare non basta: occorre nutrirsi in modo corretto , sano ed equilibrato, secondo i pricipi della sobrietà e della variabilità.

Una recente indagine ILO (International Labour Organization) ha dimostrato, infatti, che un pasto troppo poco calorico o, al contrario, troppo ricco di grassi ha ripercus­sioni negative sulla produttività, che può calare anche del 20%!

Per non parlare degli infortuni sul lavoro…Una ricerca INAIL di qualche anno fa, sulla variazione del rischio di infortunio nelle diverse ore della giornata lavorativa, ha rilevato che il pericolo di farsi male aumenta nelle ore post prandiali! Immediata è stata l’interpretazione degli esperti, che hanno ipotizzato una relazione diretta incidente– dieta alimentare.

Dunque? Mangiamo e facciamolo bene…Bando alla pigrizia e alla gola.

Pre­pariamo la nostra schiscetta e che non se ne parli più.

La pausa pranzo ideale Posted by Project on June 11, 2010 ·

Lunch break da dichohecho

Noi già non avevamo dubbi, ma si sa, la parola dell’esperto difficilmente si discute…Stando a quanto dice lo psichiatra, nonché enogastronomo Martino Ragusa, la pausa pranzo è essenziale, non solo per la questione nutrizionale, ma anche e soprattutto per quella psicologica.

Allo scoccare dell’ora x, innanzitutto, non rimanete alla scrivania…alzatevi e uscite! (non neces­sariamente dall’azienda).

Una volta raggiunto il luogo di ristoro, mangiate lentamente e senza ansia, pos­sibilmente seduti, se non volete ostacolare la vostra digestione, avere un senso di sazietà pre­cario per tutto il pomeriggio e continuare a mangiare, compromettendo seriamente la vostra linea.

Udite bene, perchè il discorso si fa sempre più interessante…Oltre al tempo utile a rifocillarsi è importante prendersi una mezzora di vero relax da dedicare a sé stessi, per staccare davvero e ricaricarsi.

Il dottore suggerisce svariate alernative: dalla pas­seggiata, al pisolino, dall’ascolto di musica, alla lettura di un libro, ecc.

A tale scopo assolutamente sì a tutti i luoghi, interni all’azienda, pre­posti al momento ricreativo: poltrone e divani comodi, attrezzi per la palestra, sale musica e lettura…

Se già fate tutto questo siete fantastici, in caso contrario fareste meglio a rivedere le vostre cattive abitudini…

E tu, cosa mangi? Posted by Project on June 7, 2010 ·

Raw food is good food da jhritz

Siete al lavoro e per pranzo vi aspetta il solito panino? Avete giusto pensato che è da una vita che non riuscite proprio a mangiare “come si deve”? Non disperate, siete in buona compagnia.

Da una recente indagine della Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani è emerso che il 37% dei nostri connazionali vorrebbe mangiare sano, ma non ci riesce

La percentuale, poi, sale al 40,5% se prendiamo in considerazione la fascia d’età tra i 30 e i 40 anni, al 40% se consideriamo le donne e addirittura al 43% se guardiamo alle casalinghe.

Il motivo di tale “frustrazione” pare sia dovuto a stile di vita, tentazioni e stress, nonché alla mancanza di conoscenza.

Un dato confortante comunque c’è! Dalla stessa ricerca è risultato che per gli italiani è sempre più importante mangiare sano e, quindi, avere informazioni sul cibo che portano in tavola.

Il web si è affermato la principale fonte di informazione con il ben 51,5%, in quanto mezzo ideale per la ricerca individualizzata degli aspetti che interes­sano maggiormente.

E voi?! Siete attenti a quello che mangiate o fate parte degli afecionados del “solito panino”?!

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