Lo sapevate? Posted by Manuela Crovato on 7 September 2010

Pas­saggi di tempo di gigi murru

Abi­tuati a oro­logi all’ultima moda e super tec­no­lo­gici, sten­tiamo quasi a cre­dere che in ori­gine pos­sano esser­cene stati di così diversi e assai meno pratici…

Non pro­prio un oro­lo­gio nell’accezione comune del ter­mine, piut­to­sto un segna tempo, la meri­diana può essere con­si­de­rata il suo più antico ante­nato: si tratta di un paletto con­fic­cato nel ter­reno, che, gra­zie alla luce del sole, pro­ietta la sua ombra, indi­cando in modo più o meno pre­ciso il momento della gior­nata. Anche que­sto arcaico mar­chin­ge­gno si è evo­luto nei secoli, spo­stan­dosi da terra ai muri di case, chiese ed edi­fici pubblici.

Pur­troppo però ha un difetto non tra­scu­ra­bile: senza la luce del giorno non funziona!

La cles­si­dra rap­pre­senta il passo suc­ces­sivo, anche se siamo ben lon­tani dall’oggetto maneg­ge­vole e ultra­leg­gero dei nostri tempi. Ini­zial­mente è rigo­ro­sa­mente ad acqua e solo in seguito a sabbia.

Il primo oro­lo­gio a mec­ca­ni­smo mec­ca­nico com­pare nel 1200 in Fran­cia su di un cam­pa­nile, seguito a ruota da oro­logi da tavolo ad una sola lan­cetta, quella dell’ora.

La loro scarsa pre­ci­sione ha indotto, ben quat­tro­cento anni dopo, la crea­zione dell’orologio a pen­dolo, tut­ta­via ancora poco maneg­ge­vole e deci­sa­mente troppo ingombrante.

E’ con il sistema a bilan­cere, fun­zio­nante anche in moto, che ci avvi­ci­niamo sem­pre più all’orologio odierno. Nasce quello da taschino, che final­mente può seguire la per­sona, ovun­que essa vada.

Da qui in poi è un con­ti­nuo per­fe­zio­na­mento e svi­luppo: oro­logi al quarzo dei primi Nove­cento, ma ancor prima quelli da polso (esclu­siva fem­mi­nile), inven­tati dalla casa oro­lo­giaia Patek Philippe.

Con Car­tier l’orologio da polso diventa anche acces­so­rio maschile, gra­zie alla richie­sta di un amico della pre­sti­giosa gioielleria-orologeria, di  indos­sare, al comando del suo diri­gi­bile, un oro­lo­gio più facile e veloce da con­sul­tare rispetto al clas­sico modello da tasca.

Come ben sap­piamo, ultimi sono gli oro­logi da bat­te­ria, seguiti, per i veri appas­sio­nati, da quelli a movi­mento automatico.

La cam­pa­gna TAG YOUR TIME, da noi pro­mossa sulla nostra pagina face­book, ha già fatto emer­gere spunti interessanti…chissà che qual­cuno non pro­ponga l’idea di svolta per l’orologio del futuro!

(Fonte: http://www.orologimeccanici.com/storia2.asp)

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