Lo psicologo in ufficio Posted by Manuela Crovato on 11 May 2010

psy­cho­lo­gist da chadswanson

Lo psi­co­logo piace, anche in azienda.

Recen­tis­simi sono i risul­tati della ricerca con­dotta dall’Ispesl (Isti­tuto supe­riore per la sicu­rezza sul lavoro), che ci parla di un 43% di lavo­ra­tori ita­liani che non stanno bene sul luogo di lavoro per­ché affetti da disturbi fisici e psi­chici cor­re­lati ad esso.

Il males­sere, che diventa ben pre­sto malat­tia (disturbi gastroin­te­sti­nali, depres­sione, inson­nia, attac­chi di panico, ansia e fobie), è dovuto prin­ci­pal­mente a carico di lavoro ecces­sivo, pre­po­tenza e discri­mi­na­zione dei colleghi.

A tutti que­sti fat­tori si aggiunga la cosid­detta sin­drome del lavoro pre­ca­rio, ovvero il males­sere deri­vante dall’incertezza e dalla paura di rima­nere senza impiego.

Ecco allora l’ini­zia­tiva dell’Assessorato alla Salute di Milano, in linea con il Decreto sulla Salute e Sicu­rezza sul lavoro, di poten­ziare la pre­senza dello psi­co­logo nei luo­ghi di lavoro, ancora troppo carente.

Un segnale asso­lu­ta­mente posi­tivo per tutti i lavo­ra­tori, soprat­tutto per coloro che ver­sano in uno stato eco­no­mico nega­tivo e che per que­sto non pos­sono per­met­tersi cure psi­co­lo­gi­che di lungo periodo.

Tut­ta­via ci sor­gono spon­ta­nee una serie di domande: quale sarà la tra­fila buro­cra­tica per otte­nere un soste­gno di que­sto tipo? Quali le con­di­zioni per otte­nerlo? Sarà così sem­plice restare nell’assoluto ano­ni­mato? Per­ché, ahimé si sa, andare dallo psi­co­logo è ancora un dif­fu­sis­simo tabù

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: The Psychology Of Color [Infographic] - http://t.co/ULjfdZie via @bitrebels”

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