Arrivederci scrivania Posted by Manuela Crovato on 23 April 2010

on the desk da Naomi Ibuki

Inte­res­sati, come noi, al mondo lavo­ra­tivo e dei lavo­ra­tori, pote­vamo forse igno­rare il tema della scri­va­nia e, per esten­sione, quello dell’ufficio?

Che un tavolo da lavoro potesse essere ordi­nato o scom­pa­gi­nato già lo sape­vamo, tut­ta­via non avremmo mai pen­sato che un lavo­ra­tore disor­di­nato potesse dive­nire indi­spen­sa­bile al buon fun­zio­na­mento dell’impresa (per­ché più veloce a ritro­vare i docu­menti neces­sari )e che potesse essere più age­vo­lato nell’attività crea­tiva. Ancor meno avremmo cre­duto di sco­prire la tesi oppo­sta, quella del GTD, ove ordine e orga­niz­za­zione ven­gono ele­vati a prin­cipi indi­spen­sa­bili per l’efficienza e la pro­dut­ti­vità di ogni lavoratore.

E se cre­de­vamo che l’open space fosse un modo del tutto moderno e posi­tivo di lavorare…abbiamo dovuto in parte ricre­derci: nel 90% dei casi, le con­di­zioni di lavoro in un uffi­cio “aperto” cau­sano un non tra­scu­ra­bile aumento di stress, aggres­si­vità, livello di pres­sione arte­riosa e rischio di con­trarre malat­tie contagiose.

Se è vero tutto que­sto, lo è altret­tanto la noti­zia di una nuova ten­denza made in USA: il cowor­king, ovvero un open space con scri­va­nie in affitto per lavo­ra­tori senza “fissa dimora”…

Ci siamo inol­tre diver­titi a imma­gi­nare le pos­si­bili pecu­lia­rità di una scri­va­nia diri­gen­ziale (addob­bata con fer­ma­carte d’argento per il ven­te­simo anni­ver­sa­rio della fon­da­zione della pro­pria o altrui azienda; o con tem­pe­ra­ma­tite per la ricor­renza dell’associazione di cui si è soci ono­rari…), piut­to­sto che ad una posta­zione lavo­ra­tiva all’insegna del com­fort, ma anche dell’assoluta immobilità!!!

Il paral­le­li­smo tra scri­va­nia e desk­top, infine, è venuto spon­ta­neo: il “vec­chio” e il “nuovo”, lo stru­mento di lavoro e sup­porto tra­di­zio­nale e quello digi­tale, anche que­sto comun­que da orga­niz­zare e riordinare…

Nelle pros­sime set­ti­mane ci pia­ce­rebbe rima­nere nell’ambiente d’ufficio, per ana­liz­zarne, però, la dimen­sione psi­co­lo­gico– emo­zio­nale.

Largo, dun­que, alla nuova cam­pa­gna, augu­ran­doci che sia sti­mo­lante e ricca di spunti, come quelle che si sono suc­ce­dute sin d’ora!

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