Quando l’open space viene rimandato a Settembre Posted by Manuela Crovato on 29 March 2010

TBS WF Open Office da mrdorkesq

Certo, Robert Propst, crea­tore dell’open space, non avrebbe mai imma­gi­nato che la sua idea sarebbe stata oggetto di tanto cla­more “nega­tivo”. Dotato delle migliori inten­zioni, aveva pen­sato ad uno spa­zio lavo­ra­tivo aperto, libero e dina­mico, arre­dato con scri­va­nie e pan­nelli bassi (giu­sto per garan­tire il minimo di pri­vacy necessaria).

Un assetto di que­sto tipo avrebbe dovuto sol­le­ci­tare e faci­li­tare la comu­ni­ca­zione e lo scam­bio di idee tra i dipen­denti e impe­dirne il mutuo iso­la­mento. Il che, in con­di­zioni nor­mali (spazi ampi e numero di lavo­ra­tori con­te­nuto) può avere ed ha i suoi effetti positivi.

Tut­ta­via mana­ger e datori di lavoro, per lo più ame­ri­cani, hanno sin dal prin­ci­pio distorto il modello ori­gi­nale, inse­rendo nel mede­simo spa­zio lavo­ra­tivo il dop­pio dei dipen­denti! Il risul­tato è stato un open space a “cubi­coli”, ove rumore e con­fu­sione regnano incontrastati.

È a tale pro­po­sito che si inse­ri­sce un recente stu­dio austra­liano, svolto alla Queen­sland Uni­ver­sity of Tech­no­logy di Bri­sbane dal dott. Vinesh Oom­men e dai suoi colleghi.

Gli stu­diosi, ana­liz­zando tutte le ricer­che già effet­tuate in pas­sato sugli effetti degli open space sulla salute dei lavo­ra­tori, hanno rica­vato che nel 90% dei casi, le con­di­zioni di lavoro in un uffi­cio “aperto” cau­sano un non tra­scu­ra­bile aumento di stress, aggres­si­vità, livello di pres­sione arte­riosa e rischio di con­trarre malat­tie con­ta­giose.

Pro­viamo a pen­sare per­ché. Col­le­ghi che par­lano al tele­fono e tra di loro (alcuni urlano), tele­foni e cel­lu­lari che squil­lano in con­ti­nua­zione, foto­co­pia­trici che stampano…No, non deve essere per nulla sem­plice. Senza con­si­de­rare la pro­pria resa, in ter­mini di quan­tità, qua­lità ed effi­cienza lavorativa.

Per noi che, invece, lavo­riamo in open space “euro­pei” sarà pro­prio la stessa cosa?!

  • dan

    Per me sì. Sul tema segnalo anche que­sto inte­res­sante post
    ;-)

  • Pro­ject

    Gra­zie Dan!!! Abbiamo letto il post che ci hai segna­lato ed è dav­vero inte­res­sante e molto simpatico…E’ pro­prio vero,l’ideale calato nella realtà non ha retto e lo stesso Robert Propst lo ha con­sta­tato.
    Sem­bra dav­vero che l’open space si sia dif­fuso pre­po­ten­te­mente anche in Europa e che sia ormai un modello assunto dai più…
    Bella la pro­vo­ca­zione degli acquari per gli impie­gati, e il discorso degli zoo fa molto riflettere!

  • ombretta

    Spo­ste­rei leg­ger­mente la discussione..forse non è così impor­tante open o non open ma bello, ben pen­sato e progettato,accogliente e non.….….….……
    il guiao è che quasi sem­pre si lavora in posti squal­lidi, privi di como­dità e que­sto oltre ad inner­vo­sire fa anche pas­sare la voglia di lavorare!!!!

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