Scrivania disordinata, che passione! Posted by Manuela Crovato on 23 March 2010

Desk Expe­ri­ment 003 da orphanjones

Disor­di­nati cro­nici, dalle scri­va­nie d’ufficio cao­ti­che e “scom­pi­gliate”, aprite bene le orec­chie: il disor­dine fun­ziona, men­tre l’ordine fa per­dere tempo prezioso.

Pro­ba­bil­mente, in cuor vostro, l’avete sem­pre saputo, ma a soste­nervi vi è addi­rit­tura un pro­fes­sore di mana­ge­ment della Colum­bia Uni­ver­sity, Eric Abra­ham­son , che ha dedi­cato un intero libro all’argomento.

La sua tesi: il lavo­ra­tore disor­di­nato impie­ghe­rebbe il 36% di tempo in meno, rispetto ai col­le­ghi, a ritro­vare i docu­menti di cui ha biso­gno, ren­den­dosi così indi­spen­sa­bile al buon fun­zio­na­mento dell’impresa. La pos­si­bi­lità, inol­tre, di tro­vare un numero di tele­fono perso, un’idea anno­tata o un docu­mento impor­tante, aumen­te­rebbe di gran lunga nel “caos orga­niz­zato” del tavolo da lavoro. Senza tener conto che un eccesso di rigi­dità e ordine por­reb­bero non pochi osta­coli alla crea­ti­vità

D’altra parte Ein­stein stesso osser­vava: “Se una scri­va­nia in disor­dine denota uno spi­rito con­fu­sio­na­rio, che dire di una scri­va­nia vuota?”…

Evviva allora car­tel­loni, fogli, foglietti, libri e penne sparse in ogni angolo del piano; pc, tele­foni e matasse di fili di corrente…e che la con­fu­sione cominci a dare i suoi frutti!

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