Evviva la pausa caffé Posted by Manuela Crovato on 23 February 2010

fantastica[2]

Big Cof­fee Cup di Mykl Roventine

No, non è una scusa per fare un break dopo l’altro durante le ore di lavoro, è la scienza che lo dice: la pausa caffé aiuta il cer­vello!
Come con­trad­dirla? Uno stu­dio con­dotto dal dipar­ti­mento di Psi­co­lo­gia della New York Uni­ver­sity da Lila Dava­chi e Arselle Tam­bini (i cognomi ita­liani saranno una casua­lità?)  non lascia dubbi: pic­coli break durante la gior­nata lavo­ra­tiva favo­ri­reb­bero la con­cen­tra­zione, la memo­riz­za­zione e l’apprendimento di ciò che si è appena inca­me­rato nel cer­vello. Moni­to­rando quest’ultimo attra­verso una riso­nanza magne­tica, in modo da evi­den­ziarne le aree di atti­vità nel corso di tutto l’esperimento, le stu­diose hanno mostrato cop­pie di imma­gini a un gruppo di per­sone; hanno poi con­cesso un break di alcuni minuti e, infine, a sor­presa, hanno chie­sto di ricor­dare le foto­gra­fie pre­ce­den­te­mente viste. Cosa è emerso? Durante la pausa, le parti di ippo­campo e di cor­tec­cia che si erano atti­vate durante la visione delle foto si sono riat­ti­vate durante la pausa e, mag­giore è stata que­sta riat­ti­va­zione, tanto più intenso si è rive­lato il ricordo.
Ricer­che, che potremmo defi­nire “di casa nostra”, inol­tre, non fanno altro che con­fer­mare que­sta idea. Sta­volta si tratta di uno psi­co­logo, Guido Sar­chielli, il quale afferma che le pause caffé inco­rag­ge­reb­bero l’aumento di pro­dut­ti­vità! Certo, dovreb­bero essere “misu­rate”: ideale tre stac­chi da 10 minuti prima dei momenti cri­tici. Nelle gior­nate meno impe­gna­tive gli orari ideali sareb­bero quelli dopo le 11 del mat­tino e intorno alle 14.30 pome­ri­diane. Tale inda­gine, inol­tre, ci rivela che una ecces­siva dila­ta­zione dei tempi davanti alle mac­chi­nette e l’alta fre­quenza di caffè sareb­bero chiari segnali di dif­fi­coltà e mal­con­tento sul luogo di lavoro.

E che dire dell’inda­gine con­dotta dalla Camera di Com­mer­cio di Milano su un cam­pione di impren­di­tori? Pro­prio loro difen­dono la pausa caffé, soste­nendo che que­sta pia­ce­vole abi­tu­dine con­tri­bui­rebbe a man­te­nere un ottimo clima di lavoro e a ope­rare con mag­gior profitto.

Un pic­colo son­dag­gio non ce lo siamo fatti man­care nep­pure noi. Che il cof­fee break fosse molto apprez­zato e desi­de­rato già lo si sapeva; ma quali i motivi prin­ci­pali? Recu­pe­rare la dimen­sione cor­po­rea (qual­cuno azzarda una solu­zione: il massaggio…non sarà un po’ troppo?); avere un con­tatto reale con altri esseri umani (cos’avrà voluto dire???, ok dai abbiamo capito); uscire all’aria aperta; sfo­garsi, nutrire il corpo e lo spi­rito, recu­pe­rare ener­gia e muo­versi (la cyclette a tale proposito…).

Senza sco­mo­dare Schle­gel e la sua esor­ta­zione all’ozio come disim­pe­gno dal mondo pro­dut­tivo (non sia mai!) è indub­bio che noi soster­remo sem­pre un breve inter­vallo, sia che si tratti di caffé, di the, di tisana dige­stiva al car­ciofo, liqui­ri­zia e ver­bena o di pozione dre­nante al finocchio.

  • Cri­stina

    ora capi­sco per­chè ulti­ma­mente ho pro­blemi di memoria.…non fac­cio abba­stanza pause!!!

Su Twitter Seguici

: The Psychology Of Color [Infographic] - http://t.co/ULjfdZie via @bitrebels”

Newsletter

Inserisci qui il tuo indirizzo e-mail per ricevere le nostre newsletter

Newsletter

Diventa Social