Costruiamo la nostra pausa caffè ideale Posted by Manuela Crovato on 26 February 2010 ·

Cof­fee break da mickeysucks

Qual­che set­ti­mana fa, il gruppo Mar­ke­ting Pro­ject Group ha lan­ciato una sfida a tutti i col­la­bo­ra­tori, pro­po­nendo un brain­stor­ming dal titolo “Costruiamo la nostra pausa caffé ideale”: ognuno di noi è stato sol­le­ci­tato ad espri­mere ipo­tesi circa i punti qui di seguito pro­po­sti, per disporre di idee utili alla for­mu­la­zione del break “per­fetto”. Ecco i risultati:

1) La fre­quenza e durata ideale delle pause caffe’ per il bene del sin­golo e della organizzazione:

A) Tutte le volte che se ne ha voglia, ma per poco tempo

B) Tutte le volte che il capo se ne va

C) Tutte le volte che viene un colpo di sonno

D) Tutte le volte che si supera la soglia di attenzione

E) Tutte le volte che i nervi si ten­dono troppo

F) Tutte le volte che si desi­dera ragio­nare con un/una col­lega riguardo nuove idee o pos­si­bili ostacoli

G) Tutte le volte che ci si sente soli

H) Tutte le volte che senti le rane in pancia

2) Lo spa­zio ideale

A) Un tap­peto e delle pol­trone alla fantozzi

B) Una stanza con play­sta­tion e video giochi

C) Una vasca idromassaggio

D) Uno spa­zio colorato

E) Uno spa­zio con oggetti di design/artistici, cosic­chè men­tre bevi un caffè impari qualcosa

F) Musica, media, video

G) Delle sedie a sdraio, gior­nali, musica di sot­to­fondo, piante di cui pren­dersi cura, biliardo, biliardino

H) Uno spa­zio pieno di foto del gruppo

I) Una cyclette

L) Un divano e un acquario

M) Un cane

N) Ma lo spa­zio ideale ce l’abbiamo già! almeno per l’estate…LA PISCINA!

O) Un gazebo sull’erba del giar­di­netto sul retro

P) Un ban­cone, degli sgabelli

Q) Una lava­gna in sughero sulla quale poter attac­care delle foto

R) Una lava­gna “di arde­sia” sulla quale appun­tare frasi che potranno essere con­ti­nuate da altri .…

S) Un flipper

3) Le ciba­rie ideali

A) Un distri­bu­tore auto­ma­tico super fornito

B) Le torte della nonna

C) Solo cibi salutisti

D) Affet­tati

E) Pizza

F) Cara­melle

G) Cioc­co­lato

H) Salame, par­mi­giano, acqua frizz e vino bianco fre­sco (poco ma buono e non lasciato aperto in frigo per settimane)

I) Pata­tine

4) L’obiettivo primario

A) Stac­care la mente dal lavoro..distrarsi

B) Chiac­chie­rare con i colleghi

C) Bere o mangiare

D) Col­le­zio­nare nuovi stimoli

E) Rilas­sarsi

F) Farsi una bella risata

G) Fare del sano gossip

H) Ricor­darsi che tu non sei il tuo lavoro, ma che è lui che ti aiuta ad essere te stesso.

5) I biso­gni latenti

A) Recu­pe­rare la dimen­sione cor­po­rea (essere massaggiati?!?)

B) Avere un con­tatto reale con altri esseri umani

C) Uscire all’aria aperta

D) Sfo­garsi

E) Nutrire il corpo e lo spirito

Evviva la pausa caffé Posted by Manuela Crovato on 23 February 2010 ·

fantastica[2]

Big Cof­fee Cup di Mykl Roventine

No, non è una scusa per fare un break dopo l’altro durante le ore di lavoro, è la scienza che lo dice: la pausa caffé aiuta il cer­vello!
Come con­trad­dirla? Uno stu­dio con­dotto dal dipar­ti­mento di Psi­co­lo­gia della New York Uni­ver­sity da Lila Dava­chi e Arselle Tam­bini (i cognomi ita­liani saranno una casua­lità?)  non lascia dubbi: pic­coli break durante la gior­nata lavo­ra­tiva favo­ri­reb­bero la con­cen­tra­zione, la memo­riz­za­zione e l’apprendimento di ciò che si è appena inca­me­rato nel cer­vello. Moni­to­rando quest’ultimo attra­verso una riso­nanza magne­tica, in modo da evi­den­ziarne le aree di atti­vità nel corso di tutto l’esperimento, le stu­diose hanno mostrato cop­pie di imma­gini a un gruppo di per­sone; hanno poi con­cesso un break di alcuni minuti e, infine, a sor­presa, hanno chie­sto di ricor­dare le foto­gra­fie pre­ce­den­te­mente viste. Cosa è emerso? Durante la pausa, le parti di ippo­campo e di cor­tec­cia che si erano atti­vate durante la visione delle foto si sono riat­ti­vate durante la pausa e, mag­giore è stata que­sta riat­ti­va­zione, tanto più intenso si è rive­lato il ricordo.
Ricer­che, che potremmo defi­nire “di casa nostra”, inol­tre, non fanno altro che con­fer­mare que­sta idea. Sta­volta si tratta di uno psi­co­logo, Guido Sar­chielli, il quale afferma che le pause caffé inco­rag­ge­reb­bero l’aumento di pro­dut­ti­vità! Certo, dovreb­bero essere “misu­rate”: ideale tre stac­chi da 10 minuti prima dei momenti cri­tici. Nelle gior­nate meno impe­gna­tive gli orari ideali sareb­bero quelli dopo le 11 del mat­tino e intorno alle 14.30 pome­ri­diane. Tale inda­gine, inol­tre, ci rivela che una ecces­siva dila­ta­zione dei tempi davanti alle mac­chi­nette e l’alta fre­quenza di caffè sareb­bero chiari segnali di dif­fi­coltà e mal­con­tento sul luogo di lavoro.

E che dire dell’inda­gine con­dotta dalla Camera di Com­mer­cio di Milano su un cam­pione di impren­di­tori? Pro­prio loro difen­dono la pausa caffé, soste­nendo che que­sta pia­ce­vole abi­tu­dine con­tri­bui­rebbe a man­te­nere un ottimo clima di lavoro e a ope­rare con mag­gior profitto.

Un pic­colo son­dag­gio non ce lo siamo fatti man­care nep­pure noi. Che il cof­fee break fosse molto apprez­zato e desi­de­rato già lo si sapeva; ma quali i motivi prin­ci­pali? Recu­pe­rare la dimen­sione cor­po­rea (qual­cuno azzarda una solu­zione: il massaggio…non sarà un po’ troppo?); avere un con­tatto reale con altri esseri umani (cos’avrà voluto dire???, ok dai abbiamo capito); uscire all’aria aperta; sfo­garsi, nutrire il corpo e lo spi­rito, recu­pe­rare ener­gia e muo­versi (la cyclette a tale proposito…).

Senza sco­mo­dare Schle­gel e la sua esor­ta­zione all’ozio come disim­pe­gno dal mondo pro­dut­tivo (non sia mai!) è indub­bio che noi soster­remo sem­pre un breve inter­vallo, sia che si tratti di caffé, di the, di tisana dige­stiva al car­ciofo, liqui­ri­zia e ver­bena o di pozione dre­nante al finocchio.

Da domani caffé per tutti Posted by Manuela Crovato on 22 February 2010 ·

Ave­vate perso le spe­ranze? E invece eccoci nuo­va­mente all’opera…con un vestito nuovo! Ebbene sì, abbiamo deciso di dare un taglio diverso al blog, con l’immutata volontà di sol­le­ci­tare la vostra curio­sità riguardo ai temi più o meno caldi del mondo delle organizzazioni…

La vec­chia impo­sta­zione, più seria e auto­re­vole, lascia il posto ad una più iro­nica e infor­male, nella con­vin­zione che espri­mere la nostra opi­nione e pale­sare ciò che ci piace, in modo diretto e spon­ta­neo, sia la solu­zione migliore per comu­ni­care con voi! Hasta pronto…e da domani caffé per tutti!

cafblog

6 modi per sviluppare la leadership Posted by cristina on 19 February 2010 ·

Il talento è dote, capa­cità, incli­na­zione, estro, inge­gno e genia­lità o, con le parole del filo­sofo Lud­wing Witt­gen­stein, “fonte da cui sgorga acqua sem­pre nuova”.

Si tratta di un’inclinazione insita nell’individuo tut­ta­via non gra­tuita. Non vi si può disporre senza sforzo. È stru­mento grezzo e piena poten­zia­lità, che solo il lavoro, l’impegno e l’esercizio pos­sono pla­smare. Scac­ciamo, dun­que, la falsa cre­denza che il talento sia esclu­si­va­mente qual­cosa che la natura con­cede, per acco­gliere quella che lo con­ce­pi­sce quale pecu­lia­rità su cui l’individuo può lavorare.

Essere lea­der e dete­nere la lea­der­ship richiede,  soprat­tutto il rico­no­sci­mento e l’espressione dei pro­pri talenti, così da poter inci­tare i col­la­bo­ra­tori a fare lo stesso.

Accen­dere il talento” è il per­corso for­ma­tivo nel quale 6 docenti/artisti, ognuno per una gior­nata e con cadenza bime­strale,  accom­pa­gnano i par­te­ci­panti nel rico­no­sci­mento e nello svi­luppo del pro­prio talento e delle pro­prie doti di leadership.

Per mag­giori infor­ma­zioni Visita il sito http://www.accendereiltalento.it o cerca Accen­de­reil­ta­lento su face­book.

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: The Psychology Of Color [Infographic] - http://t.co/ULjfdZie via @bitrebels”

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