Formazione senza costi extra? Posted by Manuela Crovato on 27 October 2009 ·

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Let me tell you a secret… di BékiPe, su Flickr
  • ogni mese l’azienda versa all’INPS lo 0,30% per ogni lavo­ra­tore dipen­dente, all’interno della Assi­cu­ra­zione per la disoc­cu­pa­zione involontaria
  • è pos­si­bile deci­dere di desti­nare que­sto 0,30% per la for­ma­zione con­ti­nua dei dipendenti/collaboratori

Come ?

  • Ade­rendo a Fon­dim­presa o ad altri Fondi interprofessionali
  • Atti­vando il Conto For­ma­zione Aziendale

Quando?

  • se non è ancora stato fatto, anche ora…

Fatto que­sto…

  • È pos­si­bile pre­sen­tare, in ogni momento, un pro­getto for­ma­tivo a Fon­dim­presa o ad altri fondi inter­pro­fes­sio­nali a cui avete deciso di aderire
  • e… sulla base di cri­teri di ido­neità sta­bi­liti dal Fondo, que­sto coprirà le spese attin­gendo le risorse dal “Conto For­ma­zione” Aziendale.

Quindi…

Oltre ogni slogan Posted by Manuela Crovato on 23 October 2009 ·

São Paulo No Logo foto­gra­fie di Tony de Marco sulla legge anti inqui­na­mento visivo a Sao Paulo.

Mi sem­bra quan­to­meno ridut­tiva la let­tura del pre­si­dente di Mana­ge­ri­ta­lia offerta dall’intervista apparsa su Ita­lia Oggi. Pro­ba­bil­mente la sem­pli­fi­ca­zione è più gior­na­li­stica che altro (con­ce­dia­mo­gli que­sto alibi). Ma ridurre le que­stioni delle moti­va­zioni sul lavoro ad un mero pro­blema di premi eco­no­mici a fine mese è, se non altro, miope. Anche il fatto stesso di par­tire da que­ste, lo è.

Il pro­blema, se c’è, è di modelli e di par­te­ci­pa­zione. E a que­sto pro­po­sito chiedo l’aiuto del pub­blico (ovvero un con­tri­buto, nei com­menti, a chi tec­ni­ca­mente ne sa più di me).

In paral­lelo mi sem­bra di poter dire che ridurre il tema motivazioni-incentivi azien­dali ad un mero fatto eco­no­mico è simile a pen­sare che met­tendo un com­pu­ter in classe (senza avere le basi cul­tu­rali per il suo cor­retto uti­lizzo), si possa cam­biare il sistema sco­la­stico come per incanto.

news1di Gio­vanni Armanini

Regolare i persuasori occulti Posted by Manuela Crovato on 12 October 2009 ·

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Super­bo­ke­h­theo­rie di eriwst

Vie­tato fare mar­chette (in gergo gior­na­li­stico: gli arti­coli a paga­mento). E’ quanto ha sta­bi­lito la Fede­ral Trade Com­mis­sion ame­ri­cana a pro­po­sito degli arti­coli pub­bli­cati sui blog.

Anche se, come spesso accade in que­sti casi, i con­fini del prov­ve­di­mento sem­brano rima­nere piut­to­sto fles­si­bili, si tratta del primo ten­ta­tivo di disci­pli­nare l’utilizzo della “pub­bli­cità masche­rata” sui blog. Quan­to­meno su quelli con­si­de­rati più influenti sulla pub­blica opi­nione per­ché più frequentati.

La sin­tesi: i tra­sgres­sori rischie­ranno una multa, anche se la svolta della FTC (nell’aria da tempo) ha più un intento edu­ca­tivo (verso i blog­ger) e dis­sua­sivo (verso le aziende). Allo stesso modo – ha pre­ci­sato l’ente ame­ri­cano — i per­so­naggi famosi dovranno rive­lare even­tuali con­nes­sioni con aziende se doves­sero pro­muo­vere i loro pro­dotti al di fuori del nor­male con­te­sto pubblicitario.

Lascian­dovi alla let­tura ed alle vostre per­so­na­lis­sime valu­ta­zioni, vor­rei solo sot­to­li­neare la natura tipica ame­ri­cana di que­sto prov­ve­di­mento. In altre parole: secondo gli ame­ri­cani il pub­blico è tar­get pre­va­len­te­mente privo di capa­cità di scelta, facil­mente influen­za­bile. Io la penso esat­ta­mente all’opposto. La sovrab­bon­danza di pub­bli­cità occulta a mio modo di vedere nuoce gra­ve­mente al blog­ger. Soprat­tutto in un ambiente media­mente più attento e selet­tivo come quello del web e dei blognauti.

news1di Gio­vanni Armanini

Tre consigli di scrittura (+ uno) Posted by Manuela Crovato on 6 October 2009 ·

Non ci sono più scuse, oggi, per non miglio­rare, anche ciò che scriviamo!

Trovo, navi­gando, un pic­colo pezzo che dà alcuni illu­mi­nanti sug­ge­ri­menti su come scri­vere (fuori e den­tro il web). Le regole sono poche:
1) CHIAREZZA:
enfa­tizza ciò che è impor­tante
de enfa­tizza ciò che è secon­da­rio
eli­mina ciò che non ha alcuna impor­tanza
2) SINTESI:
che il testo sia lungo quanto neces­sa­rio
e sia corto quanto pos­si­bile
3) DENSITA’:
Le infor­ma­zioni con­te­nute nel testo devono essere pre­cise
e col­le­gate in maniera logica

A que­sta sorta di Test, l’autore Peter Yaffe, ex repor­ter del New York Times e ora con­su­lente di comu­ni­ca­zione, aggiunge un’ultima dritta.
Costrui­sci le frasi tenendo conto di due posi­zioni stra­te­gi­che (hotspot): l’inizio e la fine.
Le prime e le ultime parole di una frase sono quelle sulle quali si con­cen­tra l’attenzione del let­tore.
Provo ad appli­care e mi blocco all’inizio: come rior­di­ne­rebbe Mr Yaffe la frase ini­ziale di que­sto post??!

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: The Psychology Of Color [Infographic] - http://t.co/ULjfdZie via @bitrebels”

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