Formazione senza costi extra? Posted by alessandro on October 27, 2009 ·

a+bird+told+me copy

Let me tell you a secret… di BékiPe, su Flickr
  • ogni mese l’azienda versa all’INPS lo 0,30% per ogni lavoratore dipendente, all’interno della Assicurazione per la disoccupazione involontaria
  • è pos­sibile decidere di destinare questo 0,30% per la formazione continua dei dipendenti/collaboratori

Come ?

  • Aderendo a Fondimpresa o ad altri Fondi interprofessionali
  • Attivando il Conto Formazione Aziendale

Quando?

  • se non è ancora stato fatto, anche ora…

Fatto questo…

  • È pos­sibile pre­sentare, in ogni momento, un progetto formativo a Fondimpresa o ad altri fondi interprofes­sionali a cui avete deciso di aderire
  • e… sulla base di criteri di idoneità stabiliti dal Fondo, questo coprirà le spese attingendo le risorse dal “Conto Formazione” Aziendale.

Quindi…

Oltre ogni slogan Posted by fabrizio on October 23, 2009 ·

São Paulo No Logo fotografie di Tony de Marco sulla legge anti inquinamento visivo a Sao Paulo.

Mi sembra quantomeno riduttiva la lettura del pre­sidente di Manageritalia offerta dall’intervista apparsa su Italia Oggi. Probabilmente la semplificazione è più giornalistica che altro (concediamogli questo alibi). Ma ridurre le questioni delle motivazioni sul lavoro ad un mero problema di premi economici a fine mese è, se non altro, miope. Anche il fatto stesso di partire da queste, lo è.

Il problema, se c’è, è di modelli e di partecipazione. E a questo proposito chiedo l’aiuto del pubblico (ovvero un contributo, nei commenti, a chi tecnicamente ne sa più di me).

In parallelo mi sembra di poter dire che ridurre il tema motivazioni-incentivi aziendali ad un mero fatto economico è simile a pensare che mettendo un computer in classe (senza avere le basi culturali per il suo corretto utilizzo), si possa cambiare il sistema scolastico come per incanto.

news1di Giovanni Armanini

Regolare i persuasori occulti Posted by alessandro on October 12, 2009 ·

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Superbokehtheorie di eriwst

Vietato fare marchette (in gergo giornalistico: gli articoli a pagamento). E’ quanto ha stabilito la Federal Trade Commis­sion americana a proposito degli articoli pubblicati sui blog.

Anche se, come spesso accade in questi casi, i confini del provvedimento sembrano rimanere piuttosto fles­sibili, si tratta del primo tentativo di disciplinare l’utilizzo della “pubblicità mascherata” sui blog. Quantomeno su quelli considerati più influenti sulla pubblica opinione perché più frequentati.

La sintesi: i trasgres­sori rischieranno una multa, anche se la svolta della FTC (nell’aria da tempo) ha più un intento educativo (verso i blogger) e dis­suasivo (verso le aziende). Allo stesso modo – ha pre­cisato l’ente americano — i personaggi famosi dovranno rivelare eventuali connes­sioni con aziende se doves­sero promuovere i loro prodotti al di fuori del normale contesto pubblicitario.

Lasciandovi alla lettura ed alle vostre personalis­sime valutazioni, vorrei solo sottolineare la natura tipica americana di questo provvedimento. In altre parole: secondo gli americani il pubblico è target pre­valentemente privo di capacità di scelta, facilmente influenzabile. Io la penso esattamente all’opposto. La sovrabbondanza di pubblicità occulta a mio modo di vedere nuoce gravemente al blogger. Soprattutto in un ambiente mediamente più attento e selettivo come quello del web e dei blognauti.

news1di Giovanni Armanini

Tre consigli di scrittura (+ uno) Posted by fabrizio on October 6, 2009 ·

Non ci sono più scuse, oggi, per non migliorare, anche ciò che scriviamo!

Trovo, navigando, un piccolo pezzo che dà alcuni illuminanti suggerimenti su come scrivere (fuori e dentro il web). Le regole sono poche:
1) CHIAREZZA:
enfatizza ciò che è importante
de enfatizza ciò che è secondario
elimina ciò che non ha alcuna importanza
2) SINTESI:
che il testo sia lungo quanto neces­sario
e sia corto quanto pos­sibile
3) DENSITA’:
Le informazioni contenute nel testo devono essere pre­cise
e collegate in maniera logica

A questa sorta di Test, l’autore Peter Yaffe, ex reporter del New York Times e ora consulente di comunicazione, aggiunge un’ultima dritta.
Costruisci le frasi tenendo conto di due posizioni strategiche (hotspot): l’inizio e la fine.
Le prime e le ultime parole di una frase sono quelle sulle quali si concentra l’attenzione del lettore.
Provo ad applicare e mi blocco all’inizio: come riordinerebbe Mr Yaffe la frase iniziale di questo post??!

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Nuovo post: In Europa che si mangia? - http://cli.gs/67pDq

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