Oltre ogni slogan
Posted by Manuela Crovato on 23 October 2009 ·

Mi sembra quantomeno riduttiva la lettura del presidente di Manageritalia offerta dall’intervista apparsa su Italia Oggi. Probabilmente la semplificazione è più giornalistica che altro (concediamogli questo alibi). Ma ridurre le questioni delle motivazioni sul lavoro ad un mero problema di premi economici a fine mese è, se non altro, miope. Anche il fatto stesso di partire da queste, lo è.
Il problema, se c’è, è di modelli e di partecipazione. E a questo proposito chiedo l’aiuto del pubblico (ovvero un contributo, nei commenti, a chi tecnicamente ne sa più di me).
In parallelo mi sembra di poter dire che ridurre il tema motivazioni-incentivi aziendali ad un mero fatto economico è simile a pensare che mettendo un computer in classe (senza avere le basi culturali per il suo corretto utilizzo), si possa cambiare il sistema scolastico come per incanto.
di Giovanni Armanini

Vietato fare marchette (in gergo giornalistico: gli articoli a pagamento). E’ quanto ha stabilito la Federal Trade Commission americana a proposito degli articoli pubblicati sui blog.
Anche se, come spesso accade in questi casi, i confini del provvedimento sembrano rimanere piuttosto flessibili, si tratta del primo tentativo di disciplinare l’utilizzo della “pubblicità mascherata” sui blog. Quantomeno su quelli considerati più influenti sulla pubblica opinione perché più frequentati.
La sintesi: i trasgressori rischieranno una multa, anche se la svolta della FTC (nell’aria da tempo) ha più un intento educativo (verso i blogger) e dissuasivo (verso le aziende). Allo stesso modo – ha precisato l’ente americano — i personaggi famosi dovranno rivelare eventuali connessioni con aziende se dovessero promuovere i loro prodotti al di fuori del normale contesto pubblicitario.
Lasciandovi alla lettura ed alle vostre personalissime valutazioni, vorrei solo sottolineare la natura tipica americana di questo provvedimento. In altre parole: secondo gli americani il pubblico è target prevalentemente privo di capacità di scelta, facilmente influenzabile. Io la penso esattamente all’opposto. La sovrabbondanza di pubblicità occulta a mio modo di vedere nuoce gravemente al blogger. Soprattutto in un ambiente mediamente più attento e selettivo come quello del web e dei blognauti.
di Giovanni Armanini

Non ci sono più scuse, oggi, per non migliorare, anche ciò che scriviamo!
Trovo, navigando, un piccolo pezzo che dà alcuni illuminanti suggerimenti su come scrivere (fuori e dentro il web). Le regole sono poche:
1) CHIAREZZA:
enfatizza ciò che è importante
de enfatizza ciò che è secondario
elimina ciò che non ha alcuna importanza
2) SINTESI:
che il testo sia lungo quanto necessario
e sia corto quanto possibile
3) DENSITA’:
Le informazioni contenute nel testo devono essere precise
e collegate in maniera logica
A questa sorta di Test, l’autore Peter Yaffe, ex reporter del New York Times e ora consulente di comunicazione, aggiunge un’ultima dritta.
Costruisci le frasi tenendo conto di due posizioni strategiche (hotspot): l’inizio e la fine.
Le prime e le ultime parole di una frase sono quelle sulle quali si concentra l’attenzione del lettore.
Provo ad applicare e mi blocco all’inizio: come riordinerebbe Mr Yaffe la frase iniziale di questo post??!