Il prezzo di una notizia Posted by fabrizio on September 17, 2009

Il problema di pagare le news è solo un falso problema.

ggg

untitled di Hamed Saber.

Alla luce della crisi del mercato editoriale Murdoch ha avanzato la proposta di studiare un sistema di micropagamento degli articoli. Google in questi ultimi giorni sembra avere pronta una nuova applicazione per assecondare questa idea.

Il tema è affascinante è complesso. Il problema, a mio giudizio, non sta nel quanto si paga ma nel perché. La lettura è un consumo emozionale, come la visione di un cinema, l’andare ad un concerto. Informarsi non è un problema di lettura ma di fonti, spesso ci si informa in via accidentale, perchè le news arrivano in ogni modo: dalla tv mentre siamo seduti in pausa pranzo, dal web e dai social network, da un quotidiano trovato in un locale pubblico. Pos­siamo essere interes­sati a pagare per leggere un articolo di una grande firma (non mi dilungherò sull’aggettivo “grande”) ma difficilmente lo faremo on line per avere un aggiornamento informativo.

Vado oltre. L’informazione a pagamento nel 2010 è superata. Esiste ancora la nicchia delle edicole, che probabilmente resisterà nei secoli, ma quanto copre in percentuale l’informazione pagata rispetto al totale di mes­saggi ricevuti da una persona in una giornata qualsiasi? I quotidiani sono stati spiazzati dalla gratuità di Internet. Ma non si pongono lo stesso problema se tutti i bar mettono una copia a disposizione di centinaia di potenziali non clienti delle edicole. Semplicemente si adattano, e vendono la pubblicità sui contatti stimati anziché sulle copie vendute.

In sintesi: pensare al pagamento diretto dell’informazione in un’epoca dove tutto è informazione è miope, quantomeno conservatore. Significa ignorare che oggi la gente si informa già in maniera gratuita, spesso accidentale, non organizzata, multimediale. Allo stesso modo significa ignorare gli stessi business model delle aziende che dalle vendite in edicola traggono parte dei profitti, basate su ricavi che sono pre­valentemente pubblicitari.

L’unica via d’uscita è interpretare gli interessi che pos­sono determinare un nuovo modello vincente. E in questa valutazione penso che gli inserzionisti abbiano più peso dei lettori. Meglio prendere un euro alla volta dai lettori oppure mille euro alla volta dagli inserzionisti? è evidente che che se i lettori hanno tante alternative è meglio incentivare gli inserzionisti e fidelizzarli. Ma come? La risposta è nella qualità visto che ormai il prezzo diretto (l’euro del giornale in edicola, o i millesimi dei micropagamenti immaginati sul web) è ipersvalutato dall’eccesso di fonti.

news1di Giovanni Armanini

7 Comments

  1. 1
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  2. 2
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  3. 3
    Giovanni Armanini October 10, 2009 07:47 am

    Riprendo un po' qui il discorso. Con due premesse di metodo: mi sembra interessante riprendere nei commenti vecchi post aggiungendo link nei commenti per aggiornare la discussione. Voi che ne dite? Nel frattempo ho scoperto che la Camera dei Deputati (alla faccia delle testate che scrivono "riproduzione riservata") mette una rassegna stampa gratuita quotidiana online. Ebbene. Ecco l'opinione di Inacio Ramonet (scrittore e giornalista spagnolo de Le Monde Diplomatique... come dice uichi) tradotta da Il Manifesto (così Giovanni non mi dice: il solito democristiano) :) http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=NMG3V

  4. 4
    Cristina September 24, 2009 09:41 am

    ma cosa significa attendibilità della fonte? la "realtà" non è in fondo che la "verità" del re?!?! per chi è d'accordo con la precedente asserzione una fonte attendibile va a coincidere con chi ho eletto a mio re!!!

  5. 5
    Giò September 20, 2009 10:12 pm

    Già, "dovrebbe"!! In effetti esistono anche forme "miste". Prova a pensare ad una pubblicazione, sostenuta economicamente da uno o più sponsor e poi venduta ad un pubblico di lettori paganti! Il mondo dell'"ideal" proustiano ... o no?

  6. 6
    Giovanni September 18, 2009 01:34 pm

    dovrebbe essere un presupposto indispensabile...

  7. 7
    Giò September 17, 2009 09:57 pm

    Se per "qualità dell'informazione" può intendersi "attendibilità della fonte" confesso che sarei disposto a pagare...

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