Velocità, varietà, visibilità Posted by Manuela Crovato on 26 August 2009 ·

La crisi ai tempi dell’ottimismo

Non è un uovo di Colombo ma una arti­co­lata stra­te­gia di posi­zio­na­mento basata su tre pila­stri: velo­cità nelle deci­sioni, varietà nell’offerta, visi­bi­lità del prodotto.

1952 Wienermobile di Thomas Merton

1952 Wie­ner­mo­bile di Tho­mas Merton

Parto per defor­ma­zione pro­fes­sio­nale da quest’ultima: in tempo di reces­sione chi ha incre­men­tato i bud­get desti­nati al mar­ke­ting è risul­tato vin­cente. E’ il caso di “Rec­kitt Benc­ki­ser”, media azienda bri­tan­nica fra i mag­giori distri­bu­tori mon­diali di pro­dotti per la casa, ripor­tato que­sta set­ti­mana dall’Economist.

IL QUADRO. Negli ultimi dieci anni i pro­dut­tori di beni di con­sumo si sono tro­vati un nuovo con­cor­rente: le catene com­mer­ciali. I grandi player della distri­bu­zione orga­niz­zata infatti stanno dando sem­pre più spa­zio ai pro­dotti pro­pri sui quali hanno mag­giori mar­gini di gua­da­gno. Chi sof­fre? Non tanto l’alta fascia di mer­cato, che sem­bra aver tenuto le pro­prie quote, ma la fascia media, quella più vicina ai pro­dotti “a mar­chio pro­prio”. La reces­sione ha ulte­rior­mente aggra­vato le con­di­zioni di partenza.

IL CASO. Nel secondo tri­me­stre Rec­kit Benc­ki­ser ha visto cre­scere i pro­pri pro­fitti del 14% e le ven­dite dell’8% (com­pa­ra­zione su base annuale). Ecco come:

  1. la gerar­chia azien­dale è leg­gera (solo uno o due livelli fra l’amministratore dele­gato e la distri­bu­zione orga­niz­zata su base regio­nale in Uk). Que­sto garan­ti­sce scelte e cambi di stra­te­gia di tre mesi più veloci rispetto alla concorrenza.
  2. l’offerta ha pun­tato sull’idea di incon­trare “bud­get per tutte le tasche”. Non una uni­la­te­rale dire­zione sul minor prezzo ma un man­te­ni­mento delle posi­zioni ed un allar­ga­mento della gamma. Punto di par­tenza una con­si­de­ra­zione dell’ad Bart Becht: “In tempo di reces­sione i con­su­ma­tori non fug­gono dai pro­dotti migliori”. Due le con­se­guenze: con­ferma dei prezzi, aggiunta di valore (gli “extra frills”, ovvero i fronzoli).
  3. bud­get del mar­ke­ting incre­men­tato del 25%. Una scelta que­sta che non è vin­cente in sè ma che va con­tro­cor­rente, ancora una volta, rispetto ai tagli dei competitor.

Per­so­nal­mente credo che in tempi di reces­sione scelte corag­giose ma vin­centi come que­sta abbiano un valore supe­riore rispetto alle stesse scelte in tempi di mer­cato favo­re­vole. Innan­zi­tutto per­chè ci si inse­ri­sce con una imma­gine posi­tiva in una fase nega­tiva, gene­rando una sorta di otti­mi­smo indotto. In secondo luogo, ed in defi­ni­tiva, per­chè anche fra gli ana­li­sti (Eco­no­mist cita San­ford C. Bern­stein) si sta facendo largo l’idea che: “Almeno la metà delle per­sone che sono recen­te­mente pas­sati ai pro­dotti di fascia infe­riore non tor­ne­ranno mai indie­tro”. Una affer­ma­zione netta e da inter­pre­tare, che tut­ta­via fa luce sul peso di scelte depu­rate dal fat­tore paura.

news1di Gio­vanni Armanini

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