Polpettone Thinking Posted by Manuela Crovato on 10 July 2009

Gli schemi, le cate­go­rie, le strut­ture ci servono.

Ci danno sicu­rezza: danno un senso al pas­sato, ci per­met­tono di “vedere” il pre­sente e ci aiu­tano a fare pre­vi­sioni per il futuro.

polpettone

Ci per­met­tono di rico­no­scere chi è nostro amico da chi non lo è, di distin­guere ciò che ci piace da ciò che ci dà fasti­dio…
Pec­cato che que­sto stru­mento che il nostro pen­siero è abi­tuato ad uti­liz­zare, diventi poi spesso un’arma con­tro la nostra crea­ti­vità, la pos­si­bi­lità di farci stu­pire, di pro­vare mera­vi­glia, di spri­gio­nare ener­gia.
Ecco allora la deci­sione di aprire le brac­cia al 2.0: per­ché è il ten­ta­tivo di abbas­sare le spon­dine che divi­dono una scri­va­nia da un’altra, il ten­ta­tivo di costruire dei legami tra mondi appa­ren­te­mente sepa­rati, di spri­gio­nare l’energia crea­tiva di ognuno nell’incontro con l’altro.
Stiamo spe­ri­men­tando la flui­dità di una realtà resa sem­pre più veloce dall’aumento espo­nen­ziale delle con­nes­sioni: con­nes­sioni tra per­so­nale interno alla nostra orga­niz­za­zione ma anche col­la­bo­ra­tori esterni, clienti e isti­tu­zioni.
Ma un dub­bio ora c’è.
Ed è questo:

Se era­vamo abi­tuati a con­si­de­rarci bravi quando riu­sci­vamo a rag­giun­gere un obiet­tivo nel minor tempo pos­si­bile (effi­ca­cia ed effi­cienza) quale è il nuovo sistema di misura del valore oggi?!?!

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Pol­pet­tone Thin­king è l’angolo delle rifles­sioni dell’ultimo giorno prima del wee­kend dopo una set­ti­mana di lavoro “sulla” wiki.

  • http://www.virtualeco.org fabri­zio

    La mia rispo­sta è senza dub­bio il “saper far rete”: il know-how unito al know-who, la capa­cità di esten­dere l’ambiente nel quale si è inse­riti, valu­tando pos­si­bi­lità e solu­zioni fin ad oggi dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili. L’utilizzo della rete e la col­la­bo­ra­zione tra per­sone sono le com­po­nenti essen­ziali che espri­mono que­sto indice.

  • http://mww.fatbombers.com ale

    A mio parere, è urgente la defi­ni­zione di nuovi indi­ca­tori per valu­tare la per­for­mance delle atti­vità lavo­ra­tive in un ambiente sociale.
    Sono sicuro che le teo­rie orga­niz­za­tive e lo stu­dio dei social net­work pos­sono for­nirci alcuni ele­menti di base: il numero di con­tatti che ogni nodo nella rete pos­siede (il numero di per­sone con cui col­la­bo­riamo ogni giorno via chat, via skype, via wiki), il numero di “con­nes­sioni” atti­vate ogni giorno, sia inbound che out­bound.
    Altri sug­ge­ri­menti ci pos­sono venire dalla teo­ria della Atten­tion Eco­nomy: quanta parte della nostra atten­zione riceve la wiki? quanta ne riceve goo­gle? e quanta, invece, ne riceve il telefono?

    Per alcune atti­vità la col­la­bo­ra­zione si rivela un toc­ca­sana. In que­sti giorni, ci è capi­tato di rea­liz­zare una com­plessa atti­vità di ben­ch­mark su un ambiente com­pe­ti­tivo di più di 100 aziende, valu­tate su 10+ para­me­tri. Se non aves­simo potuto por­tarla avanti in più per­sone, uti­liz­zando la wiki, quest’attività avrebbe richie­sto almeno il tri­plo del tempo.

    Così, ora, abbiamo più tempo libero per man­giare il pol­pet­tone: lo vor­rai con­di­vi­dere, o no?

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Anche Ales­san­dro si piega al tempo, “mam­mona” di ogni nostra misura. La cosa bella è che quello che avanza non lo dedica ad altri pro­getti, bensì al… POLPETTONE!
    Tor­nando a bomba al tema affermo che non esi­ste una neces­sa­rietà nel legame tra “ordine”, in que­sto caso rap­pre­sen­tato da regole, e “man­canza di crea­ti­vità”; sono invece inti­ma­mente con­vinto che l’ordine, pro­prio per la tran­quil­lità che ci infonde, ci con­senta di aprire spa­zio alla fan­ta­sia.
    Il pro­blema ora è il seguente: è dav­vero pos­si­bile fis­sare delle regole suf­fi­cien­te­mente sta­bili in un con­te­sto che cam­bia e stra­volge così rapi­da­mente tutto ?

  • Ales­sia

    Con­cordo con quanto espresso da Gio­vanni per quanto con riguarda il con­cetto dell’ordine!
    E sarei curiosa di vedere un pò di indi­ca­tori (del resto.. I LOVE NUMBERS)

  • http://mww.fatbombers.com ale

    secondo me, anche se ven­gono stra­volti il con­te­sto tecn­lo­gico e il modo di lavo­rare, la meto­do­lo­gia di misu­ra­zione dei risul­tati potrebbe rima­nere quasi invariata.

    attua­mente, che indi­ca­tori uti­liz­ziamo per misu­rare la qua­lità del lavoro di una per­sona?
    il numero di ore lavo­rate? il numero di tele­fo­nate? il numero di email in/out al giorno? tutto que­sto, pon­de­rato sul fat­tu­rato per ogni sin­golo con­su­lente? (non so che indi­ca­tori si pos­sano uti­liz­zare, fac­cio delle ipotesi)

    è chiaro che tutte que­ste misure ten­gono poco conto di tutti i fat­tori “rela­zio­nali”, dell’interazione con le per­sone.
    ipo­tiz­zando che molta inte­ra­zione = buona rete sociale = più busi­ness (intui­ti­va­mente, mi sem­bra vero. un pro­fes­sio­ni­sta ha in media 3–4000 numeri in agenda), forse quello che ci inte­ressa è misu­rare la capa­cità relazionale/sociale di tutti i pro­fes­sio­ni­sti che hanno una rela­zione con l’esterno.

    che ne pensate?

  • Ales­sia

    Sì ma per misu­rare quest’ultimo indi­ca­tore che riguarda le rela­zioni con l’esterno cosa usiamo? fac­ciamo un son­dag­gio tra i clienti?

    E poi l’obiettivo ultimo non è sem­pre di EFFICACIA ed EFFICIENZA? la wiki dovrebbe essere un mezzo, oppure no?

  • Ombretta

    Buon­giorno a tutti,
    con­fesso di aver letto un po’ di fretta il tutto ma sono pro­fon­da­mente d’accordo con Gio­vanni e penso che non esi­sta un nuovo sistema di misura ma che il “vec­chio” fun­zioni benis­simo, così come l’altro buon vec­chio fatturato..concordo con tutti voi invece nel cam­bia­mento, ormai neces­sa­rio, delle moda­lità attra­verso le quali si intende rag­giun­gere l’obiettivo.…..
    A presto.…

  • http://www.virtualeco.org fabri­zio

    credo che l’obbiettivo ultimo non siano effi­ca­cia ed effi­cienza, tutt’al più entrambe par­te­ci­pano ad un obbiet­tivo più grande che è quello di creare valore. E per ricol­le­garmi un pò a quello che diceva qual­cuno post sopra pro­ba­bil­mente valu­tare l’ampiezza della rete nel quale si è inse­riti potrebbe essere un buon modo di espri­merne il valore.

    A dire il vero non credo ci sia nulla di rivo­lu­zio­na­rio, anzi pro­ba­bil­mente la mag­gior parte delle mie parole sono acqua calda :) .. in fin dei conti la vità è sem­pre quella: gruppi chiusi di per­sone che fanno “cose” — prima si doveva cono­scere per­so­nal­mente qual­cuno all’interno di un dato gruppo per farsi intro­durre, oggi la rete abbatte que­ste bar­riere e per­mette di essere tra­sver­sali a più contesti/argomenti che in altre parole signi­fica tra le altre cose: tro­vare nuovi business.

  • http://mww.fatbombers.com ale

    effi­ca­cia ed effi­cienza sono parole vuote nel 2009 — sono come dei pol­pet­toni, non sai mai cosa c’è den­tro.
    que­sto è l’argomento del discorso: gli indi­ca­tori vec­chi non col­gono tutta la torta, alcune fette riman­gono sco­perte — e sono fette che non hanno nulla a che fare con effi­ca­cia ed effi­cienza, con un approc­cio top-down all’apprendimento, con le azioni ripe­ti­tive di Ford (non Har­ri­son, quell’altro) e del Modello T.

    ci sono ambiti in cui misu­rare l’efficienza non ha senso — per­chè por­tare a cena tre clienti, per esem­pio, non è effi­ciente in nes­sun senso tra­di­zio­nale, ma l’attività net­wor­king è un age­vo­la­tore poten­tis­simo delle rela­zioni di busi­ness. e sfugge agli indi­ca­tori tra­di­zio­nali (quanti soldi hai gua­da­gnato diviso per quanto tempo ci hai messo).

    un altro esem­pio è la ricerca e svi­luppo, il cui per­corso è acci­den­tato e pro­cede per errori e cor­re­zioni (no?), lungo un sen­tiero impre­ve­di­bile e per cui non puoi appli­care i pat­tern di valu­ta­zione tra­di­zio­nali. che cosa valuti? le micro-innovazioni incre­men­tali? il lampo di genio? le ore che che un ricer­ca­tore in labo­ra­to­rio? e se fos­sero infrut­tuose?
    anche qui, la solu­zione potrebbe essere una valu­ta­zione qua­li­ta­tiva basata sul net­work: se le tue ricer­che ven­gono recen­site bene dai tuoi pari (dal tuo net­work) sulle rivi­ste acca­de­mi­che, sini­fica che stai lavo­rando bene*.

    quello che intendo è: più para­me­tri qua­li­ta­tivi legati all’economia di rete ci pos­sono per­met­tere di capire delle dina­mi­che che, altri­menti, andreb­bero disperse.

    e non solo in un’ottica di premio/punizione, ma anche per capire quali sono le dina­mi­che vin­centi. mi sem­bra l’unico modo per ri-crearle.

  • Ales­sia

    sicu­ra­mente mi sfug­gono molte cose pro­prie di que­sta nuova teo­ria, e sicu­ra­mente alcuni nuovi indi­ca­tori qua­li­ta­tivi sareb­bero dav­vero molto inte­res­santi.
    ma dire che effi­ca­cia ed effienza sono “parole vuote nel 2009″ mi sem­bra un pò esa­ge­rato, piut­to­sto è vero come dice Fabri­zio che l’obiettivo è creare valore, ma senza effi­ca­cia ed effi­cienza mi sem­bra difficile..

    Un esem­pio, pro­prio come dicevi tu Ale nel tuo primo post, la wiki, e quindi la pos­si­bi­lità di lavo­rare insieme, ti ha per­messo di rispar­miare tempo che hai uti­liz­zato per man­giare il pol­pet­tone.. rispar­miare tempo non è sino­nimo di efficienza?

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Ora ci vor­rebbe un parere esterno.
    Io ho lin­kato a face­book e Lin­ke­dIn il blog ma ancora non ho avuto rispo­ste…
    Scom­met­tete che se “postiamo” un bel manua­letto con le nostre solu­zioni alla misura di effi­cienza ed effi­ca­cia in rete atti­riamo il mondo?
    Comun­que bravi! Da ogni vostro com­mento sca­tu­ri­scono sug­ge­ri­menti e idee!

  • http://mww.fatbombers.com ale

    hai ragione, ales­sia.
    forse sono stato un po’ dra­stico e di sicuro mi sono spie­gato male.
    quello che inten­devo è: in alcuni casi, l’efficienza non è il nostro obiet­tivo (e non è il para­me­tro che vogliamo misurare)

    può sem­brare assurdo, forse. ma (secondo me) ci sono dei casi in cui pun­tare all’efficienza (ed effi­ca­cia etc.) può essere fuor­viante, o addi­rit­tura dan­noso (sto pen­sando al caso di un’azienda che deve deci­dere se acqui­stare un impianto eco­lo­gico o meno: la solu­zione eco­lo­gica spesso non è quella effi­ciente).
    che ne pensi?
    credo che ci sia un simile trade-off tra effi­cienza e crea­ti­vità, in molti casi (que­sto per­chè molte idee buone ven­gono in momenti di ozio).

    comun­que, (fac­cio un passo indie­tro) ammet­tiamo che il con­cetto di “effi­cienza” sia abba­stanza ela­stico da com­pren­dere anche que­sti casi (dipende solo da qual’è l’obiettivo della tua effi­cienza).
    abbiamo una pos­si­bi­lità con­creta davanti. pos­siamo misu­rare tutto quello che fac­ciamo durante la nostra gior­nata lavo­ra­tiva (per­chè online e den­tro il com­pu­ter tutto è misurabile).

    quali para­me­tri teniamo d’occhio? e con quali obiet­tivi li raffrontiamo?

  • Nicola

    Secondo me c’è un pò di con­fu­sione… Effi­ca­cia ed effi­cenza non sono sicu­ra­mente obiet­tivi ma sono indi­ca­tori per misu­rare e tenere sotto con­trollo quanto una orga­niz­za­zione si sta avvi­ci­nando o ha rag­giunto l’obiettivo defi­nito.
    è impen­sa­bile sta­bi­lire quanto un obiet­tivo sia stato rag­giunto attra­verso la sola let­tura di valori asso­luti…
    es. ho pro­cu­rato 10.000 con­tatti! sono stato bravo? chi lo sa? qual’era il mio potenziale?

  • Ales­sia

    Per quanto con­cerne il caso dell’azienda che decide di inve­stire in un impianto eco­lo­gico, io credo che: è vero che al momento l’investimento potrebbe sem­brare inef­fi­ciente, ma come in ogni inve­sti­mento che si rispetti il buon impren­di­tore avrà valu­tato a priori i costi e i bene­fici d’immagine che deri­ve­ranno da que­sta ope­ra­zione e solo in caso di ritorni d’immagine con­si­stenti si deci­derà di investire.

    Alla tua domanda “che cosa misu­rare e quali para­me­tri tenere d’occhio” non saprei cosa rispon­dere anche per­chè come ha detto Nic gli indi­ca­tori dipen­dono diret­ta­mente dagli obiet­tivi azien­dali..
    prima di chie­dersi che cosa misu­rare, dovremmo doman­darci “quali sono gli obiet­tivi da rag­giun­gere?” “su che cosa vogliamo puntare?”

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Ok. Da ora la misura è:
    NUMERO DI IDEE SULLA MISURA DELLA CREA­TI­VITà
    In palio un mese di anti­cipo sul miglio­ra­mento di profilo!

    Atten­zione! Le idee che non avranno atti­nenza con l’oggetto non saranno considerate!

  • Ales­sia

    a que­sto punto potrei anche riti­rarmi dalla “com­pe­ti­zione”… non credo che la crea­ti­vità sia tra le mie migliori qualità..!!!

    Comun­que vedrò di riflet­terci su..magari come dice Ale in un momento di ozio, avrò un’idea geniale…! Speriamo!!!

  • Vir­gi­nia

    Va bene…l’indicatore di efficacia…nel senso che insieme gra­zie ad uno stru­mento come il social net­work pos­siamo otte­nere l’obiettivo “crea­tivo” che ci siamo posti; va bene pure l’indicatore di efficienza..per cui siamo riu­sciti ad otte­nere quello che vole­vamo con l’impegno minimo delle risorse (quindi anche il tempo…considerando che oggi come oggi essere crea­tivi signi­fica stare al ritmo del cam­bia­mento globale)…Ma che senso ha la nostra azione se a pre­scin­dere dalla nostra pre­senza il nostro pro­getto (ovvero il mezzo attra­verso cui abbiamo scelto di rag­giun­gere l’obiettivo crea­tivo o sod­di­sfare un biso­gno) non ha alcun futuro.…?
    Le ragioni pos­sono essere varie:
    – il bene­fi­cia­rio (o cliente) non ha com­preso il senso del pro­getto che stiamo adot­tando
    – il bene­fi­cia­rio (o cliente) non ha com­preso il lin­guag­gio con il quale viene pre­sen­tato il pro­getto (o mezzo)
    – il bene­fi­cia­rio (o cliente) non ha com­preso come sfrut­tare il pro­getto (o il mezzo) per rag­giun­gere i pro­pri obiet­tivi spe­ci­fici
    Tutto que­sto ha che vedere con la soste­ni­bi­lità di un’azione…
    Non è un caso che nei pro­getti finan­ziati dalla Com­mis­sione Euro­pea que­sta sia una delle varia­bili secondo cui viene valu­tato un pro­getto.
    Quello che si chiede è infatti di dimo­strare: se il pro­getto (o mezzo) ha valore non solo per chi lo rea­lizza ma anche per chi ne è il diretto bene­fi­cia­rio; se que­sto è in grado in piena auto­no­mia di por­talo avanti nel tempo; se è effet­ti­va­mente acces­si­bile a tutti in ter­mini fisici ma anche cogni­tivi; se que­sto ha un impatto posi­tivo o nega­tivo e se è pos­si­bile dimo­strarlo? anche even­tual­mente attra­verso delle ana­lisi di clima o di soddisfazione…se que­sto è repli­ca­bile o meno…
    Quindi se crea­ti­vità signi­fica costruire delle “cat­te­drali nel deserto” è meglio lasciare que­sto lusso agli sceicchi…

  • Nicola

    Penso solo che il “vec­chio” sistema di misura (effi­ca­cia ed effi­cienza) del valore di oggi non e’ Diverso dal sistema di misura del valore di “ieri”…

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Ok ragazzi ma… i para­me­tri per la misura?

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Riprendo sull’esempio di Nicola che, unico fra tutti, ha indi­vi­duato la neces­sità di rifarsi ad una pre­sta­zione poten­ziale (il rife­ri­mento) senza la quale qual­siasi pre­sta­zione non ha alcuna spe­ranza di poter essere valu­tata in ter­mini ogget­tivi.
    Che ne dite di:
    Per la valu­ta­zione dei rife­ri­menti (deno­mi­na­tore)
    – numero di rami della mind­map delle rela­zioni gene­rata dalla risorsa (numero delle rela­zioni iden­ti­fi­cate)
    e per la valu­ta­zione della pre­sta­zione: (nume­ra­tore)
    – con­nes­sioni real­mente atti­vate.
    A seguire potremmo asse­gnare un ren­di­mento (eco­no­mico o cogni­tivo) al sin­golo ramo espe­rito. Ancora una volta la pre­sta­zione dovrebbe essere valu­tata come rap­porto tra “rife­ri­mento” e “rea­liz­zato”.
    Bye

  • Vir­gi­nia

    Gio­vanni spero di aver capito bene…quindi tu pro­por­re­sti il rap­porto fra il valore del rami espe­riti sul valore delle rela­zioni iden­ti­fi­cate?
    Ma in que­sto modo non spin­ge­re­sti le persone…a ridurre il volume della prima esplo­sione idee…per tenere alto il rapporto…e quindi ad un appiat­ti­mento crea­tivo…
    Fac­cio un’ipotesi: se io pro­duco 2 idee del valore com­ples­sivo di 10 Euro, e rie­sco ad atti­vare l’idea A del valore di 6 Euro, l’indice crea­tivo sarebbe 0.6.
    Se un’altro pro­duce 8 idee del valore com­ples­sivo di 25 Euro, e rie­sce ad atti­vare 3 opzioni per un valore di 15 Euro, l’indice crea­tivo sarà sem­pre 0.6.
    Quindi chi è dei due il più crea­tivo? Mi sfugge qualcosa?

  • http://www.virtualeco.org fabri­zio

    l’esempio dei 10.000 con­tatti mi pare cal­zante, spe­cie se pen­siamo al mer­cato dell’advertising online che per lo più si muove sul numero di “impres­sion” e “click” rea­liz­zati su un ban­ner, in sostanza ancora con­tatti.
    Que­sto mondo prende come indice di suc­cesso il Click-through, cioè il rap­porto fra i due.
    Effet­ti­va­mente misu­rare i risul­tati di un pro­getto in modo simile potrebbe essere una buona idea.

  • Ales­sia

    quello che dice Vir­gi­nia è vero, secondo me per ovviare a que­sto pro­blema invece che ragio­nare sulla sin­gola riorsa si potrebbe con­fron­tare il numero di idee crea­tive di una risorsa (nume­ra­tore) rispetto al totale delle idee crea­tive (deno­mi­na­tore), sia in ter­mini nume­rici che anche di valore eco­no­mico creato

  • http://www.projectgroup.it Giò

    Non so nes­suno di voi ha mai sen­tito par­lare di una meto­dica che va sotto il nome di “TRIZ”.
    Il ten­ta­tivo di un signore russo, tal Gen­rich Altshul­ler, qual­che anno fa (1946!) fu quello di limi­tare il numero di idee non per­for­manti sulle quali le aziende si sfor­zano di fare inno­va­zione. Il rap­porto ad oggi è circa 3000 a 1. Di 3000 idee, 300 si tra­du­cono in idee pro­po­ni­bili e 125 in pro­getti. Dei 125 pro­getti le aziende ne sele­zio­nano 9 ed uno solo si tra­sforma in suc­cesso com­mer­ciale (fonte: Can­dido Wol­fson — Triz tec­no­lo­gia per inno­vare — 2007).
    Pro­ba­bil­mente tra i due signori di cui al com­mento di Vir­gi­nia resta dif­fi­cile sta­bi­lire chi sia il più crea­tivo; Il pro­blema non sarà la com­pe­ti­zione tra i due ma l’efficienza com­ples­siva della loro azione che, nell’esempio che hai fatto, è chia­ra­mente misu­ra­bile. Entrambi hanno con­tri­buito ad incre­men­tare il valore del con­te­sto socio-economico nel quale ci tro­viamo con una effi­cienza com­ples­siva simile, misu­ra­bile e con­fron­ta­bile con l’azione di altri.
    Le buone idee creano lavoro, sod­di­sfa­zione e ricchezza.

  • http://www.projectgroup.it/2009/07/20/lindice-di-virnik/ L’indice di Vir­nik | Pro­ject Group

    […] alla nostra ultima discus­sione sul pol­pet­tone, ci ha spe­dito un suo mano­scritto, ripor­tato in seguito, nel quale pro­pone una  sua complessa […]

  • Cri­stina

    sor­rido pen­sando a quanta forza crea­tiva si è sca­te­nata intorno ai ter­mini più o meno obso­leti ma sicu­ra­mente diver­sa­mente inter­pre­ta­bili (e inter­pre­tati) di effi­ca­cia ed effi­cienza!!
    ognuno di noi ne ha avuto un’esperienza diversa: chi come me li ha usati come stru­mento per creare chia­rezza in azienda soste­nendo la bel­lezza di saper rag­giun­gere l’obiettivo (effi­ca­cia) con il minore dispiego di ener­gie pos­si­bile (effi­cienza) fa fatica ad abban­do­narsi ad un mondo nel quale gli obiet­tivi potreb­bero anche cam­biare e nel quale la varia­bi­lità non è più un nemico da com­bat­tere (ricordi gio­vanni la nostra cara defi­ni­zione di qua­lità?!? on tar­get with mini­mum varia­bi­lity!!!)
    Eppure lo riba­di­sco: evviva il nuovo mondo, evviva la nostra capa­cità di ride­fi­nire i nostri schemi (primi fra tutti le parole che usiamo) per essere più crea­tivi, per essere gene­ra­tori di nuovi valori, per essere sem­pre pieni di energia!!!

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